Economia

Latina. Invalidità civili: è caos. In mille sono stati sospesi senza preavviso. E la metà dei comuni non ha ancora deciso chi deve fare gli accertamenti. Giovanni Valeretto: «Bisogna uscire dall'emergenza»

19/06/2001

Secondo i dati raccolti dal Patronato Sias di MCL sono circa
mille gli invalidi civili, residenti in provincia di Latina,
ai quali è stata sospesa l'erogazione della pensione. Il motivo
della sospensione è la scadenza dei termini delle revisioni previste
dalla legge. Una iniziativa dell'Inps a cui compete al momento
solo la erogazione delle indennità, che prescinde dalle procedure di
revisione sanitaria la cui attivazione competeva alla Prefettura ed è
al momento senza riferimenti istituzionali. Gli interessati
non sono stati neanche avvisati della sospensione. I più si sono recati,
come ogni mese, allo sportello postale dove gli è stato comunicato
che non c'era alcuna somma per loro. È facile immaginare le proteste,
i disagi, le conseguenze e lo stato d'animo dei pensionati e delle
tante famiglie interessate. Tra quelli che, costernati, si sono
rivolti al Patronato Sias di Mcl c'è anche un cieco, con riduzione
totale e permanente della vista. Per tutti è stato presentato
ricorso e la richiesta di ripristino dell'erogazione della pensione
"fatti salvi gli accertamenti che debbono essere effettuati".
Proprio la questione degli accertamenti è al centro del tormentone
del passaggio delle deleghe dalla Prefettura al Comune di Latina.
Come è noto la legge di riforma prevedeva che fosse la Regione a disporre
quale ente locale dovesse realizzare gli accertamenti sul reddito
nei confronti di chi, privo di assicurazioni obbligatorie, avanza
domanda di pensione di invalidità. La Regione ha deciso di affidare
questo compito ai Comuni capoluogo che debbono svolgere accertamenti
per tutti i cittadini della provincia. È facile immaginare le difficoltà
in cui si trova l'amministrazione comunale del capoluogo, che è già
alle prese con problemi e ritardi per l'attuazione di deleghe
e competenze amministrative, vecchie e nuove, sempre più complesse.
Una preoccupazione condivisa da molti tanto che, finora, solo la metà
dei comuni della provincia hanno inviato delega formale al Comune
di Latina. Un atto indispensabile per l'avvio delle istruttorie.
«Il risultato», commenta Giovanni Valeretto, responsabile del
Patronato Sias di Mcl, «è che, nella situazione attuale, per l'erogazione
della pensione di invalidità, il cittadino deve aspettare dai due ai tre anni.
Questa è la media di attesa in provincia di Latina. Tanto è complessa
e lenta l'istruttoria. Anche i tempi di realizzazione delle verifiche
periodiche, nei confronti di chi già percepisce la pensione, sono
particolarmente lunghi. Ora, figuriamoci cosa accadrà con questo pasticcio
della delega al comune capoluogo. La soluzione più logica sarebbe
stato conferire il compito all'ente locale sovra territoriale più
vicino, cioè la Provincia. Ancora meglio se si facesse come in
Lombardia. La competenza è passata all'Inps, che svolge già
funzioni analoghe per i trattamenti di invalidità contributiva.
Certo l'Inps di Latina non è un modello assoluto di efficienza.
Ci sono ritardi e difficoltà organizzative. Ma almeno c'è una organizzazione
amministrativa esperta in questo campo, sufficientemente ramificata
e collaudata. Quanto tempo, quanti ritardi e danni dovremo mettere
in conto prima che si assumano decisioni più logiche su una materia
così delicata?».

Mauro Cascio

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