Economia

Ex Tomassi, la speranza viene dal Giappone

Imprenditori del Sol Levante sarebbero interessati alla lavorazione della zucca

19/01/2011

Al bando per l’affitto, indetto dal curatore fallimentare dott Palliccia di Latina, della ex industria Tomassi di Prossedi indetto il 30 dic 2010, e con scadenza 15 gennaio 2011 ha risposto solo la "Kagome Group" società giapponese con 100 anni di esperienza alle spalle nel settore delle verdure lavorate, soprattutto pomodori. Dal 2006 la Kagome Group è in Italia e precisamente in Calabria col marchio “Vegetalia” è stata già cliente della fabbrica di Prossedi ed è interessata all’agricoltura praticata nellAgro pontino- ha qui da noi già contatti per la coltivazione di spinaci carciofi ecc. al fine di espandere il loro raggio di azione e la loro fetta di mercato in Europa, America e Giappone.
L’affitto dell’opificio risultante dal bando è di 122.500 euro annue. Se il curatore fallimentare aggiudicherà alla Kagome Group il bando di affitto, si aprirà per lo stabilimento di Prossedi e per tutto l’indotto sicuramente una nuova primavera in considerazione della grandezza economica del gruppo giapponese e del loro modus operandi distante dalla nostra mentalità imprenditoriale. Lo stabilimento di Prossedi sarebbe destinato secondo gli imprenditori del sol levante , soprattutto alla lavorazione della zucca, che tanto interessa ai nipponici e logisticamente Prossedi è favorito rispetto a San Marco Argentano, il piccolo centro in provincia di Cosenza dove dal 2006 Vegitalia SpA Italia produce surgelati. Infatti le zucche molto coltivate nel ferrarese raggiungerebbero, tramite l’autostrada del sole con uscita a Frosinone molto più facilmente Prossedi anziché la Calabria e dopo la loro lavorazione prenderebbero la strada per il nord europa con risparmi considerevoli di km da percorrere. Questo sarebbe il ragionamento fatto dalla Kagome che li ha spinti a rispondere al bando anche dietro suggerimento di tecnici già dipendenti della ex Tomassi ed oggi di vegetalia spa. L’ambiente Prossedano a cominciarte dall’amministrazione Comunale, sindaco assessori e consiglieri, dagli ex dipendenti, oggi a riposo dagli ex operai stagionali ecc. sono tutti euforici per questa possibilità di rilancio di una importante realtà industriale quale può essere l’ex industria Tomassi gestità da imprenditori senza scrupoli e con idee chiare di investimento su prodotti vegetali che stanno conquistando le tavole di tutto il mondo, ed in un momento di contingenze negative per tutte le economie industriali dell’agro pontino, non sfruttare questa occasione occupazionale che si sta offrendo allo stabilimento di Prossedi sarebbe una scelta molto criticabile e sicuramente non condivisibile dalla stragrande maggioranza di persone direttamente e/o indirettamente legate al destino dell’opificio di Prossedi.

Rita Bittarelli

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