Eventi & Cultura

I Maestri nell'Arte di maneggiar l'insegna

Quasi 45 anni di storia e non sentirli. L'ultimo, quello che sta per chiudersi, pieno di successi

25/10/2010

“Sbandieratori di Cori, pirotecnici nell’arte del maneggiar l’insegna, sono maestri e le loro bandiere che roteano, all’unisono nell’aria, che ricadono, tornando tra le mani, per poi risalire nel cielo, sono come un “incendio” di forme, colori e vibrazioni. Una lunga, elaboratissima performance la loro. Quasi 45 anni di storia e non sentirli. Così è stato possibile assistere, oltre ai quadri e alle sequenze di bandiere alla mano, alla scena di un duello di spade con tanto di vincitore finale, intento a trafiggere l’avversario. Con l’onore e l’onere di seguire nelle danze i padroni di casa, i pirotecnici di Cori hanno tenuto alta, altissima, la bandiera del Belpaese”. Alcuni stralci di articoli apparsi sui maggiori giornali locali dei luoghi da loro visitati possono chiarire quanta ammirazione si prova nei loro confronti. Un anno di successi è quello che si sta per lasciare alle spalle il gruppo; numerose uscite e tanti contatti hanno permesso di immergersi in diverse realtà: dalla fondazione Oltre il labirinto, dalla quale sono stati invitati a Treviso per sostenere la ricerca contro l’autismo, al Festival Internazionale del Folklore di Istanbul, il Festival di Ittiri in Sardegna, la 40ima Edizione del Festival del Folklore di Apiro nelle Marche, il Festival dei Cuori di Tarcento in Friuli e di nuovo in terra sarda all’Unifest nel Comune di Macomer. “Nel cerchio di pubblico che abbraccia gli artisti fanno il loro ingresso i Rioni di Cori, i primi a sfilare e a sfidare l’equilibrio. Più sale il rullo di tamburi, più aumenta la velocità delle bandiere. I colori non si distinguono più. Un rosso è un verde, quello stemma medievale è già quell’altro. Le bandiere sono fiamme che bruciano. Il tamburo è il fuoco che crepita.” Lo stile, la perfezione, l’eleganza propria di quest’associazione affascinano di volta in volta tutti coloro che ammirano un loro spettacolo venendone coinvolti totalmente. “Lo show è il primo assaggio d’incanto, che apre ai colleghi sbandieratori. I maestri italiani dell’insegna non deludono, ripropongono uno show dal medievale respiro. Epoca di corti e cortigiani, cavalieri alla singolar tenzone. Sotto il tendone una pioggia d’applausi. Chapeau.” Nel 2011 il primo gruppo di sbandieratori corese festeggerà i suoi 45 anni dalla fondazione avvenuta nel lontano 1966 grazie alla caparbietà del prof. Giovanni Pistilli e dei primi sbandieratori. Tante le iniziative in programma per il prossimo anno che vedranno coinvolte tutte le persone che sono passate negli anni in questo gruppo. Il traguardo dietro le porte dei 45 anni segna un percorso di emozioni, momenti vissuti insieme di generazioni che si sono susseguite. “La pioggia non ferma gli sbandieratori dei Rioni di Cori, che il fuoco vero sul palco non ce l’hanno ma è come se volessero rappresentarlo, con il movimento frenetico delle rosse bandiere. Pirotecnici gli assoli, gli incroci a due e a quattro: spade e bandiere a mò di spade, piroette da funamboli e grande sottofondo di tamburi. Il saluto più bello, dagli imperatori dell’insegna”.

Rita Bittarelli

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