Economia

Strada del vino, una tavola rotonda

Un circolo virtuoso in cui i turisti sono gli assoluti e indiscussi protagonisti

04/10/2010

La tavola rotonda, organizzata in piazza in concomitanza dei festeggiamenti in onore della Madonna del Rosario, e coordinata dalla Compagnia dei Lepini, è stata un’occasione per l’Amministrazione per ribadire l’importanza della Strada del Vino per la nostra città, e per confermare che la giunta ha le idee chiare al riguardo. Visitare il nostro paese, cercando di capirlo davvero, anche se in breve tempo, abbandonando gli itinerari più consueti, stereotipati, quelli sempre e solo proposti dai tour operators. Evitare l’affollamento dei villaggi turistici dotati di tutti i confort, circondati da mura dove si incontrano turisti annoiati e si compiono esperienze preconfezionate simili in ogni parte del mondo. È un nuovo modo di viaggiare, di imparare, di arricchirsi sul quale si fonda il funzionamento del turismo responsabile. Un viaggio in questa parte ancora incontaminata della provincia pontina, lontano dai luoghi del turismo di massa per scoprire la flora e la fauna locali, un viaggio per entrare in contatto con la gente del posto, conoscerne la cultura e le abitudini quotidiane, accompagnati da guide locali. Questo per noi deve rappresentare la Strada del Vino di cui Cori ne costituisce la prima tappa a nord, un’iniziativa di turismo responsabile che contribuisca a far sviluppare la nostra economia rurale puntando sulla valorizzazione e la tutela delle nostre risorse naturali e culturali. Fondamentali dovranno essere le attività educative, rivolte agli studenti delle scuole locali, finalizzate alla sensibilizzazione sui temi della conoscenza e della tutela del territorio; determinante sarà anche la formazione del personale coinvolto nelle diverse attività lavorative (albergatori, cuochi, guide e non solo). Grazie all’attribuzione dei marchi DOC e IGT Lazio, capaci di rendere riconoscibile la pregiata varietà dei nostri vini, prodotti solo con uve coltivate sul posto, si sta cercando di valorizzare adeguatamente una risorsa dalla duplice valenza, commerciale ed educativa, dato che i turisti che arrivano possono, e potranno sempre più, osservare da vicino le tecniche di coltivazione e trasformazione, rendendosi conto di dinamiche altrimenti nascoste. Oltre a questo la Strada del Vino può contribuire alla creazione di un sistema turistico a basso impatto che costituisce un’importantissima alternativa al reddito familiare proveniente dall’agricoltura, assai vulnerabile rispetto alle dinamiche di mercato e alle condizioni metereologiche. Infine si potrebbe fare in modo che una quota del prezzo del viaggio pagato da chi parte per la Strada venga destinato ad un fondo di solidarietà, utilizzabile ad esempio per il miglioramento dei servizi. Coinvolgendo diversi settori, dalle istituzioni alle imprese, dall’agricoltura all’artigianato, dal settore alberghiero a quello della ristorazione e della formazione, la Strada del Vino potrebbe riuscire a creare un circolo virtuoso in cui i turisti sono i protagonisti, anche attraverso la promozione di scambi culturali tra gruppi di giovani ed esperienze di volontariato dove mettere in pratica i valori del dialogo, della convivenza e dello scambio.

Rita Bittarelli

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