Economia

Crescere in sinergia

Macci: «Non riusciamo ad essere credibili turisticamente. Noi, come tutta la provincia»

23/09/2010

Supera i 14mila abitanti, nato prima di Roma, incastonato tra i monti lepini e il fiume Amaseno, ricco di eccellenze eno-gastronomiche e artistiche, è Priverno. Davanti alle nostre telecamere oggi c’è il sindaco Umberto Macci al quale abbiamo chiesto quali le difficoltà nella gestione turistica di un territorio così ricco di storia e cultura. «Priverno ha tante preziosità da promuovere e sostenere ma da soli non ce la facciamo. Con tanto impegno vengono organizzati eventi e momenti di incontro e promozione del territorio per far sì che tutto il patrimonio immateriale di cui la nostra cultura va fiera non vada perduto ma il più delle volte neanche il nostro vicino ne è a conoscenza. Questo ci dispiace tantissimo perché siamo convinti che un’azione sinergica sia fondamentale per percorrere tutti insieme la strada della crescita». I gioielli turistici di cui può vantarsi il territorio di Priverno, come il borgo di Fossanova e l’abbazia, il castello di San Martino che oggi ospita il museo della matematica e i laghi termali del Vescovo Gricilli, diventano introvabili per il turismo non locale visto che sulle due arterie viarie principali (l’Appia e la Pontina) non ci sono indicazioni sufficientemente chiare e precise. Una difficoltà di "vendita" del territorio che è un po' caratteristica di tutta la provincia di Latina, che ha seduzioni che potrebbero ambire a degli appetiti turistici: le città di fondazione e l'architettura razionalista, i percorsi dei Templari e le mitologie proto-massoniche, Circe, Omero e l'isola delle sirene (Ventotene). E ancora: i parchi nazionali, Sabaudia, San Felice, Sermoneta, Sperlonga. Con tutto questo, la politica continua a chiacchierare.

Memi Marzano

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