Eventi & Cultura

Acque agitate, la personale di Alfonso Bonavita

La metafora sulla pallanuoto. Guerrieri che si agitano nell'acqua e che combattono

02/09/2010

MedGallery: in corso la personale di Alfonso Bonavita: «Acque agitate». Prerogativa del lavoro di Alfonso Bonavita, è costruire, organizzare, presentare le proprie opere con la stessa modalità con la quale si progetta un testo letterario: la produzione dell’artista genovese è, appunto, l’equivalente di un romanzo a puntate.
Leggere un suo, qualsiasi, dipinto, una sua, qualsiasi, scultura, condiziona, inevitabilmente, chi la osserva a ricercare l’origine della trama, gli episodi precedenti e stimola, inoltre, l’attesa della prossima uscita. Il cast dei protagonisti della “narrativa”, di questo prolifico artista, si muovono, attraverso l’unico denominatore comune costituito dall’intima vicenda umana, su più fronti propriamente come i capolavori di Dumas, Hugo ed anche Dostoevskij, Tolstoj oppure Pirandello e poi Pratolini, per citarne solo alcuni.
Qualunque personale dell’artista genovese, quindi, è un particolare di(in)un totale il cui orizzonte non è ben chiaro neppure all’autore stesso perciò definire le performance di Bonavita come laboratorio nel quale si ri-propone l’umana esistenza in tutti i suoi aspetti intimi e apparenti, in tutti i suoi scenari pubblici e privati è sicuramente un dato di cronaca dovuto.
Coloro i quali hanno l’opportunità, dunque, di poter visitare l’attuale mostra devono essere consapevoli della premessa suddetta, ovvero Bonavita vuole provocare l’osservatore sul quesito centrale in tutta la sua produzione: la relatività di uomini e cose.
È assai suggestiva, quindi, la metafora sulla pallanuoto, presente nell’attuale personale: guerrieri che si agitano nell’acqua; giganti che si sollevano dall’acqua, uomini che si combattono per l’acqua. La metafora sulla pallanuoto, in fondo, non è altro che il manifesto del nonsense riferito, in maniera assai palese, ai molti nonsense della nostra esistenza!
È assai utile, in proposito, rivisitare il catalogo di una sua precedente mostra di sculture “ Umani limiti”, presentata nell’anno 2008 a Milano, Genova e Siena; in quell’occasione erano in mostra un ciclo di sculture di bronzo le quali rappresentavano alcune discipline olimpiche nel loro momento topico: pure in quella proposta Bonavita sottoponeva l’osservatore il medesimo interrogativo. L’unica differenza, rispetto alla pallanuoto, quindi all’acqua, era il peso incombente del metallo.
La differenza però era soltanto nell’elemento, il limite era sempre il medesimo: l’Uomo!

Sara Fedeli

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