Eventi & Cultura

Biagio Izzo a Terracina e Minturno

Doppio appuntamento con «Un tè per tre» in terra pontina

09/08/2010

Doppio appuntamento con Biagio Izzo in terra pontina: domani, ore 21:30, all’Arena Il Molo di Terracina, mentre mercoledì sarà la volta del teatro romano di Minturno. L’organizzazione è a cura della Ventidieci. «Un tè per tre» è una commedia scritta dallo stesso Biagio Izzo e Bruno Tabacchini, con le musiche di Paolo Belli e la regia di Claudio Insegno. Sul palco Teresa Del Vecchio, Francesco Procopio, Antonio Ferrante, Monica Guazzini, Paola Quilli, Paolo Bonanni, Emanuela Morini e Tommaso Spinelli con il balletto diretto da Germana Bonaparte.
«Si tratta di una storia di amicizia e sentimenti, ma anche di tradimenti e ripensamenti» spiega Bruno Tabacchini. Accadde tutto 30 anni fa. Due amici avevano giocato una schedina al totocalcio, in società; una cosa alla buona, come si faceva una volta, per il gusto di stare insieme la domenica davanti alla radio ascoltando i risultati del campionato di calcio. Mai avrebbero messo in conto, i due, l’ipotesi d’indovinare tredici risultati tutti di fila sulla stessa colonna. Con un montepremi record di 34 miliardi, 475 milioni, 852 mila e 492 lire, venne registrata anche la vincita più alta in assoluto nella storia del Totocalcio. Una schedina con un 13 e cinque 12 regalava ai suoi possessori 5.549.756.245 lire. Uno dei due amici non resse all’emozione: colto da infarto ci rimase sul colpo. L’occasione fa l’uomo ladro, si dice; così il superstite incassò l’intera vincita che lo iscrisse a pieno titolo nel club dei miliardari, precipitandolo senza scampo nel girone dei dannati a vita. Se il totocalcio gli aveva regalato fortuna e successo, il rimorso, verme roditore della coscienza, lo aveva trascinato nell’abisso dei sensi di colpa. In preda alla disperazione, "La pena più grande è portare sul cuore, giorno e notte, il testimone delle proprie colpe" [Giovenale] il miliardario (oggi milionario) decide dopo 30 anni di restituire la somma sottratta, calcolando chiaramente gl’interessi maturati negli anni. In cambio dell’ammontare di un milione di euro, all’unico erede dell’amico tragicamente scomparso, non chiede altro che il perdono. Il perdono per un milione di euro? Si potrebbe anche fare, se non ci fossero una serie di colpi di scena che complicano la storia.

Rita Bittarelli

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