Politica

Fondi, la mafia e il marchio dell'infamia

Salvatore De Meo: «La sinistra è rimasta ancora legata a pregiudizi e luoghi comuni»

30/07/2010

«Le dichiarazioni irridenti e prive di rispetto istituzionale formulate dal componente della direzione del PD di Roma Cioffredi nei confronti del Presidente della Regione Lazio On. Renata Polverini lasciano davvero sbalorditi».
Lo dichiara il Sindaco di Fondi Salvatore De Meo, dopo aver appreso quanto dichiarato dall’esponente di centrosinistra a seguito della partecipazione della Polverini al convegno “Le Fattorie della Salute” presso il Palazzo Caetani.
«Ritengo assolutamente fuori luogo tali affermazioni, soprattutto alla luce di tutti i provvedimenti giudiziari che hanno chiarito inequivocabilmente la posizione del nostro Comune in merito alle accuse di contiguità con esponenti malavitosi e che confermano la fiducia che abbiamo sempre riposto nelle istituzioni. Mentre Fondi tenta di risollevarsi da un periodo lungo e difficile che l’ha vista al centro di una bufera mediatica che ne ha seriamente danneggiato l’immagine, c’è ancora chi per mere speculazioni politiche è rimasto ancorato ad una visione artefatta della realtà. Una città sana, ricca di potenzialità culturali, ambientali ed economiche come è Fondi non può che giovarsi della considerazione del Presidente della Regione Lazio, che ha giustamente prospettato per il prossimo futuro una necessaria ed adeguata promozione turistica per questo splendido territorio. Alle recenti consultazioni amministrative i cittadini di Fondi hanno dato una risposta forte e chiara a tali ricorrenti insinuazioni, confermando la loro fiducia in questa maggioranza politica, evidentemente non ritenendo di dover dare credito a chi, nell’ambito del centrosinistra, ha occupato la scena per mesi strepitando per riempire il vuoto della propria proposta politica, non rendendosi conto di danneggiare decine di migliaia di persone oneste ed operose e di offendere la storia e le tradizioni della nostra città. Così facendo la sinistra non si libererà mai dal suo massimalismo e dalle sue contraddizioni, evidentemente perché in coscienza sa di non essere adeguata come forza di governo e pertanto è obbligata a constatare che l’unica strada che le rimane è quella della diffamazione continua, anche se a pagarne il prezzo è una città intera».

Ivan Eotvos

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