Economia

Le Fattorie della Salute e gli alimenti funzionali

A Palazzo Caetani la sfida per la razionalizzazione delle spese sanitarie

22/07/2010

Eccesso di cibo, squilibri alimentari, e vita sedentaria sono le cause principali della maggior parte delle patologie cosiddette cardio-metaboliche, tutte altamente invalidanti e con un alto tasso di mortalità. Esse cagionano peraltro un forte e diretto impatto a livello socio-economico in generale con una specifica incidenza sul bilancio del Sistema Sanitario Nazionale. Alcuni dati aiutano a comprendere meglio di ogni altra considerazione l’incidenza del sovrappeso tra la popolazione.
In Italia 16 milioni di persone sono sovrappeso e oltre 5 milioni sono obesi. L'impatto dell'obesità - soprattutto dell'obesità grave - sui costi sociali nel nostro Paese supera ogni anno gli 8 miliardi di euro, pari al 6,7% della spesa sanitaria nazionale, escludendo da tali valutazioni costi intangibili altrettanto gravosi, come la discriminazione lavorativa, un più basso rendimento scolastico e i conseguenti disagi. Ipotizzando inoltre che una persona obesa abbia una vita media attesa pari a 75 anni, un diciottenne obeso, rispetto ad un coetaneo normopeso, ha un costo sociale totale aggiuntivo stimabile in circa 100.000 euro. Il fenomeno è allarmante anche per l'obesità giovanile: nella fascia di età tra i 6 e i 17 anni, 1 bambino su 3 è sovrappeso, e 1 su 4 è obeso (da 'Globesita': strategia e interventi, promosso dall'Associazione Parlamentare per la tutela e la promozione del diritto alla prevenzione e dall'Università degli Studi di Roma Tor Vergata luglio 2010).
L´impatto sociale ed economico dell´obesità si è aggravato di pari passo con la diffusione del fenomeno. È stato dimostrato che anche una modesta perdita di peso, intorno al 5-10%, porta ad un miglioramento rilevante delle condizioni fisiche e del benessere psicologico.
Secondo lo studio internazionale InterHeart un’elevata circonferenza addominale al momento dell’evento coronarico (inteso come infarto miocardico acuto o sindrome coronarica acuta) è presente su scala internazionale nel 46,5 per cento dei maschi e nel 45,6 per cento delle donne. Per quanto riguarda l’Europa, appare particolarmente preoccupante la situazione nel sesso femminile: in base ai risultati dello studio Euro Aspire II l’elevata circonferenza addominale al momento dell’evento coronarico è del 69,5 % nelle donne. 

Nel Lazio: il 16 % degli uomini e il 19 % delle donne sono obesi, 45 % degli uomini e il 29 % delle donne sono sovrappeso mentre il 52 % degli uomini e il 66% delle donne non svolge alcuna attività fisica nel tempo libero (Dati Istituto Superiore di Sanità progetto Cuore). Recenti studi hanno messo in evidenza come l’abuso di alimenti altamente palatabili (essenzialmente a base di grassi idrogenati) spinga ad una vera e propria dipendenza da assunzione non molto dissimile da altri tipi di dipendenza come il fumo, alcool e sostanze psicotrope generando delle vere e proprie crisi di astinenza.
La generale medicalizzazione della nostra vita quotidiana ci porta a spendere grandi energie per sanare quei danni che ci siamo deliberatamente arrecati invece di prevenirli, è quindi necessario divulgare un modello comportamentale condiviso che stabilisca un nuovo rapporto tra prevenzione sanitaria e benessere.
Ne discutono a Fondi amministratori, medici, studiosi, rappresentanti della categorie produttive in un convegno che vuole essere la prima tappa di un più ampio progetto che ponga la prevenzione come strumento fondamentale per la politica sanitaria della Regione Lazio.
È proprio la riscoperta dei sapori sani, dei prodotti legati alla nostra tradizione che ci fornisce lo strumento ideale contro la cosiddetta Diabesità, la micidiale coincidenza di diabete ed obesità. Infatti questa iniziativa non intende mettere l’accento sulla prospettiva allarmistica delle possibili patologie che derivano da un’alimentazione sbagliata, bensì proporre uno stile di vita in cui il senso di benessere derivante da una dieta salutare sia associato ad un “vantaggio globale” del benessere dell’individuo, permettendo di godere della natura e di luoghi di interesse storico - artistico anche attraverso un’appropriata attività fisica in un ambiente ideale.
Il principio è quello di sviluppare un progetto che abbia riconoscibilità e appetibilità non solo per i suoi presupposti sanitari ma anche per l’opportunità di passare alcuni giorni in un contesto piacevole, interessante e poco conosciuto che diventi l’habitat in cui possa avere luogo un’”iniziazione alimentare”.
Una proposta, quindi, che per la prima volta si fa concretamente promotrice di quella prevenzione in ambito sanitario di cui troppo spesso si parla, ma che poi non vede la sua realizzazione pratica. Una proposta concreta per delle politiche sensibili a questi temi di alto valore etico, nella promozione e diffusione di un vero modello di comportamento divulgato in un contesto ambientale idoneo e sotto una rigorosa supervisione da parte di medici e ricercatori.
L’idea è quella di offrire un territorio intatto, un’alimentazione sana e personalizzata, un’ospitalità gradevole, una dieta mirata. Il tutto con l’obiettivo di dimostrare scientificamente come, a fronte di investimenti pubblici relativamente impegnativi, si ottenga un “sistema integrato” di sviluppo economico regionale altamente redditizio sia per la sanità che per la qualità di vita dei cittadini.

Rita Bittarelli

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