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Si è conclusa I love Rock in Aprilia

Ecco cosa si può fare, anche senza l'aiuto della politica e del Palazzo

21/07/2010

“Tutto è bene quel che finisce bene!” Anzi, mai come in questo caso, bisogna utilizzare la parola “trionfo” infatti, per quanto si cerchi di “volare basso” non si può far finta di non vedere (anche se alcuni ci hanno provato!). La seconda edizione di I Love Rock in Aprilia ha superato ogni genere di aspettativa, sia da parte degli organizzatori (Asso di Picche e Pro Loco di Aprilia) che dei partner (Ass. Tube) e sia dei musicisti stessi. Grandissima soddisfazione per la numerosa partecipazione popolare e per il fatto che sono stati davvero “Tre giorni di pace e musica”, ma procediamo con ordine.
Il venerdì, l’onere dell’apertura è andato ai giovanissimi Out of Head che davanti ad un pubblico tenace che non si è fatto scalfire dal gran caldo, hanno infiammato con le loro note l’atmosfera già molto carica dei partecipanti che, si sono immediatamente cimentati in un “pogo” degno di nota. Poi da quel momento fino al termine della serata, l’associazione Tube ha messo in scena uno spettacolo mai visto, palco sempre pieno di musicisti, un tourbillon di note, generi e atmosfere. Dal jazz al metal più duro, ai canti popolari fino alla musica d’autore e non sono mancate le coreografie e i momenti di simpatica ilarità, tutto molto verace e sincero.
Sabato, nonostante l’afa imperante grandi prestazioni musicali con in testa i “Bitch in Town” che con il loro rock storico hanno letteralmente “spaccato!”. «Abbiamo provato splendide sensazioni – afferma Roberto Massarenti a nome del gruppo – in un Parco dei Mille finalmente rivalutato e con un organizzazione eccellente». Anche gli apriliani “The Blackjacks” seguiti da decine di fans hanno regalato un grosso spettacolo rock e per loro è Alfredo Trojse a parlare: “grande atmosfera e perfetta organizzazione grazie anche ad un Service straordinario” ma, c’è chi ha anche curato nei minimi dettagli le coreografie come gli Anesthesia, che oltre a far impazzire e scatenare le prime file gremite di rocker urlanti, ha allestito uno spettacolo pirotecnico davvero ben riuscito. Menzione particolare sia per la bravura che per l’incredibile educazione e rispetto dimostrati va ai coresi Clan Banlieue che con la loro musica sofisticata e con testi curatissimi hanno spopolato con il loro “demo” (che come quello degli altri gruppi partecipanti è stato distribuito con grande soddisfazione di tutti gli intervenuti). Ottimo anche l’apporto dato dagli anziati Total Skid dei quali certamente sentiremo parlare nei prossimi anni.
Per la serata di domenica come degna conclusione, il compito di aprire le danze è stato lasciato agli Hideout, accolti anche loro da tantissimi fans a riprova che anche i gruppi locali hanno un forte seguito. È Andrea Palumbo a nome della band a dire: «È stato un onore per noi poterci esibire sul palco di questo importante Festival, l’affetto dimostratoci dal pubblico ci ha entusiasmato e siamo pronti per la terza edizione». In seguito è stata la volta di due gruppi del capoluogo, i Last Minority e i Sunburst (giunti alla seconda partecipazione) che hanno dato in maniera netta e decisa il loro apporto sottolineando che …”sembrava di stare in famiglia – è ciò che dice Simone Altimari dei Sunburst - e vedere i fans dei gruppi più “duri” cantare a squarciagola le nostre canzoni ci ha veramente stupito”. Nota di merito ai Love Matic Grampa che, pronti come non mai hanno dimostrato che la voglia di suonare è più forte di qualsiasi contrattempo e, per fortuna, degli organizzatori, loro erano al posto giusto e al momento giusto. Poi, un tuffo nei favolosi anni ’50 con l’esibizione degli attesissimi Bombelvis & Hound Dog che hanno letteralmente fatto scatenare le centinaia di persone intervenute a ritmo di Rock & Roll, scene onestamente mai viste dalle nostre parti infatti al termine dell’esibizione, Bombelvis dichiara che: «Suonare davanti a una folla così scatenata è stato davvero fantastico, complimenti agli organizzatori». Gran finale con le atmosfere noir dei Sion Koo, apprezzati per la loro particolare musica e per i riff di chitarra davvero fantastici. Al termine della musica un senso di smarrimento misto a incredibile soddisfazione aleggiava nel Parco dei Mille, “possibile sia già finito? - si è lasciato scappare una coppia di ragazzi – e quanto dovremmo aspettare per divertirci così?”

Rita Bittarelli

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