Eventi & Cultura

Un violino dall'anima armena

È quello di Sonig Tchakerian, il 25 Luglio al Palazzo Caetani con Prosseda

12/07/2010

È tra i pochi ad eseguire dal vivo l'integrale dei Capricci di Paganini. E questo Sonig Tchakerian lo definisce “un traguardo imprescindibile per ogni violinista”. Il Corriere della Sera ha scritto di lei: "Un violino con l'anima Armena". Perché Sonig nel suo istinto musicale dice infatti di ritrovare “molto della naturalezza e della malinconia tipicamente mediorientale nel suonare uno strumento”. Con il marito Giovanni Battista Rigon (direttore d’orchestra) ha fondato le Settimane musicali al Teatro Olimpico di Vicenza, il che rende la sua presenza alla Settimana Culturale Fondana affine all’apprezzamento che mostra verso “la fatica che viene dedicata a ‘fare cultura’… soprattutto di questi tempi!”. Domenica 25 Luglio suonerà insieme a Roberto Prosseda (pianoforte) musiche di Brahms, Beethoven e Mendelssohn nella restituita cornice del Palazzo Caetani di Fondi. Sarà uno degli appuntamenti clou della kermesse del Maestro Gabriele Pezone. Nel frattempo, in un’intervista per conoscerla meglio, subito ha precisato che nella città della bella Gonzaga suonerà per la prima volta e che non si stancherà mai “di pensare che ogni sforzo rivolto alla comunicazione e alla diffusione dell'arte in ogni sua forma abbia un valore sociale fondamentale. Non posso che lodare l'iniziativa della Settimana Culturale Fondana”. Il discorso si sposta presto (e ancora) su quei “Capricci” di Paganini: un nome, un perché, un virtuosismo. “Per eseguirli tutti di seguito dal vivo e a memoria – spiega - ho dovuto attingere a tutte le mie risorse ed energie: pazienza, volontà, sacrificio, studio, coraggio, fiducia, ambizione! Ho imparato ad affrontare le difficoltà con la necessaria calma per non soccombere, ad essere sempre lucida...mi hanno addirittura aiutata a conoscermi meglio”. Gli strumenti suonati da Sonig durante la sua carriera? Occorre andare con ordine: “Con il Cannone di Paganini (il Guarnieri di Gesù) è stata una emozione naturalmente incredibile, un privilegio” e la violinista ricorda anche “il timore e al tempo stesso il desiderio fortissimo di suonarlo”. “Al Gagliano mi legano invece sentimenti di affetto, amicizia e fiducia. Ci conosciamo da anni e abbiamo condiviso straordinarie emozioni insieme!”. No, il Gagliano non è un uomo né un animale, ma poco ci manca. È il violino costruito a Napoli nel 1760 che accompagna la vita di Sonig, insieme a Bach, “l'unico compositore in cui trovo rifugio in qualsiasi momento della mia esistenza”. E naturalmentesenza rinnegare mai quelle origini armene che le hanno fornito la molla, “l’istinto” e “la passione, eredità del mio babbo” che “non si possono coltivare o studiare” e “sono quella parte di te stesso che hai e non ti accorgi di avere”. Anche a lei lo spazio per la citazione preferita: “Senza la musica la vita sarebbe un errore" di Nietsche. Non avevamo dubbi, Sonig. Ma celo farai capire (e sentire) meglio dalle ore 22 della giornata conclusiva della IV Settimana Culturale Fondana.

Claudio Ruggiero

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