Economia

Team Service, protestano gli LSU

In un grave contesto di crisi economica e sociale, non c'è sicurezza per il futuro

12/07/2010

Amareggiati e delusi. Così si sentono i lavoratori ex LSU ATA in servizio nelle scuole del comprensorio di Priverno presso la cooperativa TEAM SERVICE. Impegnati come dipendenti della ditta appaltatrice del servizio di pulizia nelle scuole del comune lepino, si trovano a tutt’oggi a dover fare i conti con il mancato pagamento del salario. Sono padri e madri che non solo vivono in una situazione lavorativa precaria, senza sicurezze sul proprio futuro lavorativo e pensionistico ma che, in un contesto, come quello attuale, di grave crisi economica e sociale, si trovano a dover subire le irritanti lungaggini burocratiche con cui le somme per il pagamento degli stipendi vengono accreditate ai rispettivi enti utilizzatori. 
Quella degli LSU è una vicenda alquanto particolare. Sono ex-lavoratori socialmente utili, utilizzati per sopperire alla mancanza del personale ATA, con un sussidio (non stipendio, ma sussidio!) e contributi figurativi assolutamente inadeguati. Penalizzati dalle scellerate scelte di esternalizzazione assunte dai governi precedenti, su di essi si è abbattuta la mannaia delle politiche economiche del governo attuale. Mancati pagamenti degli stipendi, mancato stanziamento ancora ad oggi delle risorse per il 2010, un taglio del 30% dei fondi ( da 370 milioni di euro a 260) per i servizi, contratti precari, continuo rischio di licenziamento e riduzione drastica dei salari: ecco il risultato della privatizzazione dei servizi di pulizia nelle scuole! Da più di dieci anni gli LSU vivono in un limbo circondati da un silenzio indifferente, appesi all'esile filo dell'appostamento nella legge Finanziaria delle cifre necessarie al rifinanziamento delle attività. Eppure sono tanti. In tutta Italia si contano circa 16.000 persone in servizio nelle Scuole Statali con mansioni di pulizia, quasi tre volte i dipendenti di Pomigliano, ma nessuno sembra indignarsi per la loro sorte.
La scelta dell'esternalizzazione dei servizi costa al MIUR 75 milioni di euro in più rispetto all’assunzione diretta di tutti gli ex-LSU. L’internalizzazione dei servizi e l’assunzione in pianta stabile degli ex LSU e dei Co.co.co. sarebbe un vero risparmio. Significherebbe assicurare continuità a tutti questi lavoratori riconoscendone la dignità e la professionalità acquisita in tanti anni come collaboratori scolastici. Come Federazione della Sinistra di Latina ci rivolgiamo per questo alla Regione Lazio sollecitando con forza un’accelerazione delle procedure di pagamento delle spettanze arretrate, in modo da permettere a questi lavoratori di poter nutrire almeno la certezza del proprio stipendio. Reclamiamo, inoltre, lo stanziamento delle risorse adeguate a salvaguardare qualità del lavoro e del servizio, la garanzia dei livelli occupazionali e la razionalizzazione delle risorse con il prepensionamento e la reinternalizzazione del servizio. Si tratta di un dovere nei confronti di chi svolge funzioni importanti per la collettività e che dal governo Berlusconi rischia di essere condannato al precariato a vita.

Rita Bittarelli

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