Economia

I segreti dei vini coresi

Nota dell’Assessore alle AAPP, Commercio ed Agricoltura, Massimo Felici

03/05/2010

In molti si chiedono quali siano i segreti della qualità del vino corese, riconosciuta a livello internazionale, dove il suo successo è stato premiato con importanti riconoscimenti nel mercato vitivinicolo, da ultimo la 44ima Edizione del Vinitaly di Verona (8-12 aprile) e il Cisterna Wine Expo (17-18 aprile ). Da un giro di opinioni tra le “cantine” di Cori, confermate dalla mole di dati contenuti nelle relazioni in possesso dell’Amministrazione, emerge che si tratta di una serie di impegni che stanno alla base di un cammino compiuto, comune alle stesse, e fanno da garanzia per gli sviluppi futuri. Indirizzo biologico e biodinamico delle coltivazioni; Estrema attenzione ai vitigni più autentici del territorio, come l’Arciprete Bianco Peloso di Cori e il Nero Buono di Cori; Grande costanza nel miglioramento agricolo e produttivo; Vigneti posti sulle colline dei Monti Lepini, che beneficiano di un clima ideale per la coltura della vite; Messa a dimora di numerosi vitigni di pregio e reimpiego di tradizionali varietà di uva presenti nei vigneti del Comune di Cori, varietà quasi totalmente scomparse; Adeguamento degli impianti aziendali di produzione; Collaborazione con importanti istituti enologici ed impiego di tecniche di coltivazione coerenti con i dettami dell’agricoltura biologica. «I nostri vini», commenta l’Ass.re Felici, «hanno conquistato ormai l’olimpo delle migliori etichette italiane. Un traguardo, questo, raggiunto negli ultimi anni, grazie a quei produttori che hanno scelto la strada della qualità. Fattori soggettivi come l’immagine, il segno distintivo, il marketing e la mitologia, seppur non di secondaria importanza, non potrebbero mai garantire un buon vino, il cui tasso d’eccellenza dipende dall’ambiente culturale, dalle condizioni pedoclimatiche,  dalle varietà  delle uve, dai tempi e dalle modalità di raccolta e di trasporto e dalle tecniche di trasformazione dell’uva. Capolavori come quelli nostrani dipendono da questo complesso di valori sapientemente equilibrati. Grazie poi ad eventi come il Cisterna Wine Expo, patrocinato anche dal nostro Comune, tentiamo di contribuire a valorizzare il nostro territorio in chiave di promozione enogastronomica e storico - culturale. Ciò nella convinzione che il patrimonio artistico e la ricchezza delle risorse agricole possono e devono rappresentare il vero fondamento dell’economia del futuro».

Rita Bittarelli

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