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Sabaudia. Michelangelo La Rosa relaziona oggi sul popolamento umano del territorio di Sabaudia e del Monte Circeo durante la Preistoria, un omaggio a Marcello Zei, noto studioso recentemente scomparso

24/05/2001

Nell'ambito del Seminario di Studi sull'Archeologia Pontina organizzato
dall'Assessorato alla Cultura del Comune di Sabaudia e dall'Archeoclub d'Italia
sez. di Sabaudia, la Sala Conferenze della Biblioteca Comunale di Sabaudia sita
in Via Verbania ospiterà oggi 24 Maggio alle ore 17.00 un incontro-lezione dal titolo "Il popolamento umano
del territorio di Sabaudia e del Monte Circeo durante la Preistoria". Il relatore
dell'argomento sarà Michelangelo La Rosa, ricercatore paletnologo presso il Laboratorio
di Ecologia del Quaternario dell'insegnamento di Paletnologia Umana dell'Università di Firenze,
allievo e collaboratore del Prof. Marcello Zei recentemente scomparso.
Il Prof. Marcello Zei continuò gli studi iniziati da Carlo Alberto Blanc negli anni trenta, infatti
le opere di bonifica misero in luce la stratigrafia dell'Agro Pontino associata a resti di fossili.
Carlo Alberto Blanc in base a queste scoperte riuscì a ricostruire la storia dell'Agro Pontino nell'Era
Quaternaria, gli studi poi proseguirono con la scoperta della Grotta Guattari con il paleosuolo, ricco
di resti fossili di animali ed il celebre cranio dell'Homo Sapiens Neanderthalensis. Marcello Zei fu discepolo del Blanc, scoprì numerosi siti preistorici nella Provincia
di Latina, fu promotore e realizzatore del Museo "Homo Sapiens ed Habitat", numerosi convegni e pubblicazioni sulla preistoria nella zona pontina,
realizzò anche il Museo del mare, e fondò il Centro Studi per L'Ecologia del Quaternario. Michelangelo La Rosa, suo discepolo continua l'opera di Blanc e Zei
apportando con le sue ricerche nuovi contributi scientifici per aggiungere nuovi tasselli utili per la comprensione del periodo preistorico nel nostro territorio.
Un territorio, quello della Provincia di Latina, ricco di siti archeologici
che meriterebbero più attenzione da parte di enti pubblici e privati,
siti infatti come quello della Grotta Guattari e delle restanti grotte
dove sono evidenti i segni tangibili della presenza dell'uomo preistorico,
che sono riconosciuti a livello internazionale "unici" e che invece a livello
locale non sono adeguatamente valorizzati.

Vittorio Bertolaccini

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