Eventi & Cultura

Corarte, nuovi fondi per un altro restauro

Un altro passo avanti ottenuto dalla sezione locale dell'Archeoclub d'Italia

30/03/2010

Un altro importante passo avanti nella campagna di raccolta fondi per il restauro delle opere d’arte a Cori e Giulianello, promossa dalla sezione locale dell’Archeoclub d’Italia. Stavolta è una famiglia di Cori che ha aderito all’iniziativa dando la disponibilità a coprire interamente le spese per il restauro di una delle opere artisticamente più importanti del nostro patrimonio, valore che gli è stato riconosciuto solo recentemente con l’attribuzione ad Anastasio Fontebuoni, forse il pennello più importante che ha operato a Cori agli inizi del ‘600. È stata Antonietta Nazzari a raccontare, durante l’incontro di presentazione di CORARTE, di quando furono i parrocchiani ad offrirsi di porre rimedio al degrado dell’opera e del funzionario di turno della soprintendenza sconsigliò l’intervento giudicando la tela una crosta. Dieci anni fa, invece, in occasione della revisione della scheda della soprintendenza, A. Rodolfo ha attribuito l’opera all’artista toscano in base all’analisi stilistica: toscano di nascita e di formazione, Fontebuoni si trasferì a Roma, trentenne, nel 1600; nella città del Papa apprezzò il naturalismo caravaggesco e a Cori ha lasciato i due grandi affreschi sulle pareti laterali del presbiterio di SS.Salvatore, opere nelle quali i critici colgono, sia elementi di gusto toscano, come la resa pittorica delle stoffe decorate, che le novità del naturalismo romano. La tela, che sarà restaurata nei prossimi mesi, è attualmente collocata in una delle cappelle laterali di S.Maria della Pietà: in origine era la pala d’altare della cappella dello Spirito Santo, fondata da Rodolfo Picchioni nel 1612 ed anche se fortemente deteriorata e già pesantemente ridipinta, consente di riconoscere in molte parti la mano del Fontebuoni. Lo storico dell’arte Federico De Martino, che all’artista toscano ha dedicato una monografia, e che con grande disponibilità collabora con CORARTE, ha ipotizzato che la figura sulla sinistra che guarda l’osservatore possa rappresentare un autoritratto dell’artista, vista la somiglianza con quelli noti.

Rita Bittarelli

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