Eventi & Cultura

Chi è il nuovo sbandieratore?

L'intervento del nuovo Presidente degli Sbandieratori dei Rioni, Angelo Pianelli

21/01/2010

Da quest’anno gli Sbandieratori dei Rioni di Cori, che dal 1966 esportano con merito il nome della nostra città in tutto il mondo, hanno iniziato una collaborazione con Progetto Idea Communication, una società il cui direttivo opera nel campo della comunicazione da oltre 20 anni, è agenzia di pubblicità e casa editrice specializzata nella comunicazione rivolta al mercato degli eventi. Al gruppo corese è stato dedicato un lungo inserto nella prossima guida Farefesta 2010 in uscita nelle edicole di tutta Italia. I coresi sono famosi per l’olio e il vino, ma anche per i suoi sbandieratori: per Cori e per la sua gente cosa rappresentano gli sbandieratori? Non è facile dare risposta a questa domanda, bisogna venire a Cori, per capire cosa rappresenti nei giovani il gesto dello sbandierare. I ragazzi si tuffano con entusiasmo in questa attività che permette loro di evadere da una vita a tratti monotona e provinciale, scoprendo il mondo e l’altro diverso da sè; consente loro di trovare un impegno fisico, ma anche morale, arricchendoli di esperienze che fanno loro scoprire un diverso rapporto con questo paese. Il gesto fisico ed il suo significato profondo trovano una mirabile fusione nella evoluzione di questi ragazzi, qualcosa di misto tra lo sport autentico, quale esaltazione di valori umani e scoperta di se stessi, ed il folklore, che è storia, legame alla terra ed al proprio passato. Ma all’interno degli sbandieratori si può anche imparare, apprezzare ed insegnare la musica e il suono di due strumenti come il tamburo, cupo e/o rullante, e la chiarina: gli anziani insegnano ai giovani, ed ognuno, per regola, fa da guida ad un allievo, cercando di agevolare il suo inserimento e garantendo quel ricambio generazionale necessario affinché questa realtà possa continuare ad esistere. Il gruppo si gestisce da sé ed è partecipe di tutti i fatti che lo riguardano: ognuno custodisce e si prende cura del suo costume e della sua bandiera, tamburo o chiarina; le decisioni sono sempre prese collegialmente ed i ragazzi si sentono sempre interpreti di se stessi e mai strumenti di una organizzazione, determinando un maggiore attaccamento ed una più completa partecipazione.

Claudio Ruggiero

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