Politica

«A Fondi le responsabilità politiche ci sono»

Bruno Fiore (PD): «Le dimissioni sono state concordate con precisione millimetrica»

05/10/2009

«Le dimissioni della Giunta di centro destra guidata da Luigi Parisella e dei Consiglieri di maggioranza, sono state concordate con precisione millimetrica a livello locale, provinciale e nazionale». Scrive Bruno Fiore: «Esse rappresentano l’ennesimo attacco alle istituzioni democratiche da parte di chi, sapendo di non avere più alcuna possibilità di uscire indenne dal procedimento di scioglimento del Consiglio comunale per infiltrazioni mafiose, ha giocato la carta dell’anticipazione con le dimissioni volontarie. Sappiamo bene che questo “procedimento ordinario” non potrà fermare quello “straordinario” previsto dal novellato Art. 143 del TUEL. Ma nell’Italia del Governo Berlusconi, in cui il confine tra affermazione della legalità e il suo stravolgimento per fini meramente politico-elettorali è sicuramente labile, potremmo aspettarci di tutto e di più. Il Partito Democratico giudica, pertanto, la scelta delle dimissioni di Parisella e dei suoi Consiglieri di maggioranza strumentale e atta unicamente, ancora una volta, a delegittimare l’attività accertativa della Commissione d’accesso e del Prefetto Frattasi. Non possono bastare le dichiarazioni da voltagabbana del Senatore Claudio Fazzone che ora si dichiara rispettoso del ruolo e dell’operato del Prefetto Frattasi, dopo che dal febbraio 2008 e fino all’altro ieri ha tuonato contro lo stesso Prefetto e, insieme a lui, continua a farlo, ancora oggi, il Presidente della Provincia Armando Cusani, il quale parla di “pezzi deviati dello stato”. Nessuna apertura di credito può essere concessa a questi uomini del centro destra pontino, perché ad essi va addebitata la totale responsabilità politica di aver voluto, con ogni mezzo, insabbiare ed ostacolare l’azione di contrasto alle mafie che si sono insediate nel sud pontino e non solo. Il Partito Democratico, insieme alle altre forze politiche del centro sinistra, alle associazioni impegnate nel sociale e a tantissimi cittadini, continuerà la propria azione di lotta alle mafie, che passa, necessariamente, attraverso lo scioglimento del Consiglio comunale per infiltrazioni mafiose. Questa Città e la sua macchina amministrativa, hanno bisogno di una bonifica radicale che non sarà breve e facile, perché il sistema di potere e di controllo economico, elettorale e sociale del territorio, messo in atto negli ultimi dodici anni dalla triade Fazzone-Cusani-Parisella necessita di un’opera che si andrà a scontrare, inevitabilmente, con una realtà pervasa da un senso di dipendenza, di sottomissione e di ricatto. Non esiste una Fondi mafiosa, ma esiste un sistema di potere che rende tantissimi cittadini e imprenditori, non liberi di esprimere il proprio dissenso. Timorosi di non poter più essere beneficiati delle attenzioni dei potenti di turno. Fondi deve scrollarsi di dosso questo peso che blocca, di fatto, la vita politica, sociale e culturale dell’intera collettività. Riprendiamo, e facciamo nostro, il pensiero che il giornalista e scrittore Roberto Saviano ha espresso durante il suo intervento alla manifestazione del 3 ottobre in Piazza del Popolo a Roma per la libertà di stampa ”La mafia ci ha tolto l’uso della parola “onore”, perché essa è stata legata alla ubbidienza a regole delle organizzazioni criminali; noi , oggi, ci riappropriamo di questa parola, per non lasciarla ai mafiosi.” Ebbene, facciamo in modo che Fondi e i fondani ritrovino il proprio onore di cittadini liberi dalle mafie e dalla mafiosità».

Ivan Eotvos

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