Politica

I presunti carnefici: «Questo giustizialismo ci fa paura»

Il sindaco: «Due pesi e due misure. E quando fu negato lo stesso diritto a me?»

25/09/2009

Il can can che in questi giorni la sinistra locale e nazionale ha messo in atto strumentalizzando e distorcendo il diritto a svolgere la manifestazione c.d. contro le mafie – dichiara il Sindaco Luigi Parisella - mostra come la stessa non sa più a quale santo appigliarsi pur di colpevolizzare l’avversario politico e istituzionale. Occorre ricordare a questa sinistra, nonché a qualche campione di diritto costituzionale (G. Cop. Del quotidiano “Il Messaggero” del 20 settembre 2009) che il diritto a manifestare il proprio pensiero, di riunirsi pacificamente e senz’armi, al pari di altri fondamentali diritti, quali il diritto di sciopero d altri, necessitano di dovute regolamentazioni e discipline, pena lo sfociare in disordine e caos per i luoghi, le persone ed i soggetti interessati. I diritti, l’osservanza degli stessi, il valore della legalità, non possono essere invocati solo quando fa piacere e serve a qualcuno per propri motivi ed interessi palesi e reconditi. Desta meraviglia che di fronte al divieto della questura di Roma alla richiesta del Sindaco di Fondi e degli amministratori comunali di manifestare nei pressi di Palazzo Chigi o in un’area adiacente, i citati campioni non abbiano avvertito la sensibilità di biasimare tale decisione e di richiamare i principi e i valori costituzionali. No. Questi valgono solo per loro, per la sinistra giustizialista, sempre e comunque, in maniera indiscriminata, a prescindere dalle dovute valutazioni in merito alla concreta loro attuazione in luoghi idonei e in grado di ospitare al meglio le iniziative del caso. Proprio nella capitale – dichiara il Sindaco Luigi Parisella – di recente è stato sottoscritto un “Protocollo d’Intesa” tra Comune di Roma, prefettura, organizzazioni sindacali, rappresentanti politici, per disciplinare le manifestazioni. Ebbene, tale Protocollo risponde ad esigenze costituzionali: consentire l’ordine e la vivibilità cittadina (diritti inviolabili) e il diritto a manifestare. Non ci si può alzare la mattina e decidere unilateralmente di manifestare in un certo luogo, se quel luogo stesso è stato ritenuto incompatibile per lo svolgimento di manifestazioni, se quel luogo stesso è stato destinato al soddisfacimento di analoghi diritti fondamentali del cittadino (è anche isola pedonale), diversi da quelli del manifestare. Orbene, per stare a Fondi, occorre evidenziare che è stato il Consiglio comunale del 19 dicembre 2001 a deliberare espressamente l’inidoneità dell’area di Piazza Unità d’Italia per manifestazioni politiche. In osservanza di tale decisione, è stato consigliato ai richiedenti la manifestazione del 25 settembre di optare per luoghi e spazi idonei, che pur ci sono a Fondi. Tra l’altro era stato fatto presente al signor Bruno Fiore che presso il Castello Caetani con schermo video negli spazi adiacenti di Piazza Unità d’Italia, in quello stesso giorno deve svolgersi il 5° Seminario pediatrico “Città di Fondi-Sperlonga”, presieduto dal prof. S. Cucchiara, sempre svoltosi nello stesso luogo, e richiesto sin dal mese di maggio scorso, che vedrà la partecipazione di decine e decine di medici, professori universitari e allievi, con il patrocinio del Ministero della Salute, della Regione Lazio, dell’Università di Roma “La Sapienza”, della Provincia di Latina, dell’ASL di Latina, dell’ordine dei Medici, della SIGENP, della Banca Popolare di Fondi, dell’Unione Nazionale Pediatri. Ebbene, tutto questo non interessa a Bruno Fiore e compagni. Loro vogliono manifestare comunque, anche in presenza del legittimo divieto opposto dal Comune in ragione dei principi costituzionali richiamati e delle considerazioni indicate. Invocano per altri il rispetto della legalità, allorquando questo valore viene inteso in senso unidirezionale e all’occorrenza calpestato e inosservato dalla sinistra giustizialista.

Ivan Eotvos

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