Politica

Una bomba che rende chiare molte cose

L'episodio ha incrinato molte certezze. Una crepa che insinua tanti nuovi dubbi...

04/09/2009

L’attentato di ieri, con la sua onda d’urto di oltre centro metri non ha solo scosso le fondamenta delle case, divelto finestre, serrande e distrutto qualche auto. La bomba di ieri ha incrinato, forse irrimediabilmente le certezze di coloro che guardano la vicenda dall’esterno e anche di chi la guarda dall’interno. Una crepa che si arrampica fino alle nostre menti ci fa vedere scenari che speravamo di non dover più ricordare. E c’è chi si domanda, come Giulio Vasaturo dell'Osservatorio per la Sicurezza e la Legalità della Regione Lazio, se non si dovrà aspettare fino allo scorrimento del sangue perché si ponga un fine a questa situazione. Dice Vasaturo: «L'attentato esplosivo della scorsa notte segna un ulteriore salto di qualità nell'offensiva posta in essere da quei gruppi criminali che mirano a consolidare il controllo di taluni settori imprenditoriali nell'area di Fondi. Per le modalità d'azione ci troviamo di fronte ad uno dei più gravi atti intimidatori mai compiuti nella provincia di Latina. A fronte delle ricorrenti minimizzazioni di alcuni - ha sottolineato Vasaturo - non possiamo non ribadire la nostra profonda preoccupazione per questa escalation criminale. Solo per un caso stanotte non si sono registrate vittime umane. Credo che a Fondi non si debba aspettare l'omicidio di mafia per comprendere che è in atto una campagna mirata da parte di specifici clan criminali che intendono accrescere la propria forza di condizionamento in ambito economico».
La cosa che in effetti fa più male sono le minimizzazioni per di più il giorno (ieri) della commemorazione per il generale Dalla Chiesa, ucciso da coloro che non volevano che la verità e la giustizia avessero la meglio. Oggi che tutto deve ancora accadere non possiamo sapere quale sia la verità, ma una cosa è certa. Quasi sempre, là dove le mafie vengono trovate si sente qualcuno che dice: «in questo posto la gente lavora, siamo persone per bene, non accettiamo di passare tutti per mafiosi». Anche in questa storia ci sono molti personaggi che non vedono nulla di strano in quello che accade, che sostengono di conoscere la gente di Fondi come persone tranquille. Si indignano per la manifestazione “pro-Fondi” fermata dalla questura di Roma. Come che pretendere che le indagini vadano avanti e scogliere un comune che quanto meno desta qualche preoccupazione sia essere “contro” la cittadinanza di Fondi e invece chiudere gli occhi, andare avanti facendo finta che nulla sia accaduto, che non ci siano stati sequestri, indagini, arresti e perquisizioni da parte delle forze dell’ordine o pesanti addebiti, minacce e intercettazioni che provano delle situazioni spiacevoli ( e uso un eufemismo) in quel territorio sia essere contro i fondani. Perfino coloro che erano stati un po’ defilati oggi sono perentori. Così Marrazzo rilascia un comunicato stampa nel quale auspica che le “istituzioni diano un segnale inequivocabile perché è palese la presenza di una situazione tesa e molto violenta che danneggia in primo luogo i cittadini della città di Fondi” e lo scioglimento diventa un atto “indifferibile”.
Naturalmente ci sono anche voci e opinioni differenti. Per alcuni la situazione è ascrivibile ad altre dinamiche. Così, il senatore Fazzone ha modo di lamentarsi di una di quelle cosiddette manifestazioni “contro-Fondi”: “portare in piazza il caso Fondi assimilandolo alla mafia con cartelli tipo “Fondi Libera” senza avere uno straccio di prova a sostegno è di una gravità assoluta”. Sarà anche vero ma pensare che una commissione d’accesso di cinque mesi, un Prefetto e un Ministro degli Interni (per giunta di destra) prendano da mesi tutti la stessa cantonata è difficile a credersi. Così, mentre sicuramente alcuni “osservatori” continueranno ad andare a Fondi e non vedere “nulla di strano” e anzi domandarsi perché lo stato canaglia si sia accanito con una realtà che più specchiata non si può, ricordandoci per altro di non fare di un erba tutto un fascio perché la stragrande maggioranza dei fondani è rappresentata da persone oneste che la mattina si svegliano per andare al lavoro (cosa che non si mette minimamente in dubbio) siamo costretti a rifarci alla storia cristiana. A tradire Gesù, a condannarlo alla croce non furono “tutte” le persone che lo circondavano, ma solo due. Uno lo segnalò e l’altro lo rinnegò. Gli altri sicuramente erano pronti a morire per lui ma ciò non cancella il tradimento di pochi, che fa male a molti.
E in fondo non meraviglia che oggi siano giunte dichiarazioni così forti (altre ne giungeranno di certo) , perché la bomba di ieri ha distrutto anche un confine, invisibile, immaginario ma che era ben presente. Il confine dove in molti potevano fare a meno i vedere. All’interno di quella protezione, oggi distrutta per sempre, si potevano fare ancora delle ipotesi, affidarsi a lunghi ragionamenti e farsi passeggiate ristoratrici tra un pensiero e l’altro. «L'epoca della procrastinazione, delle mezze misure, del mitigare, degli espedienti inutili, del differire sta giungendo alla fine. Ora stiamo entrando nell'epoca delle azioni che causano conseguenze» e se lo diceva Winston Churchill ci crediamo.

Ivan Eotvos

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