Politica

Il nuovo Porto: una sciagura o una necessità?

Emilio Perroni: «Noi continuiamo a batterci per una Terracina moderna»

28/08/2009

Quando inizieranno i lavori per il nuovo porto?”. Con questa domanda nel settembre scorso , come dirigente provinciale de La Destra, portai alla ribalta un problema tanto noto quanto caro alla città di Terracina. I disagi patiti da pescatori e diportisti, l’insabbiamento che più volte ha causato loro non pochi disagi, mi obbligò ad un intervento. Oggi invece mi sento in dovere di intervenire per esprimere tutto il mio appoggio a qualsiasi proposta che, nel rispetto delle leggi e dell’ambiente, inverta il destino di Terracina. Ho temuto per anni che l’unico porto esistente a Terracina fosse quello Traianeo, ed ora, che diversi progetti finalmente sono in essere , grazie all’impegno di chi per anni ha promesso il Nuovo porto, e mi riferisco al sindaco Nardi ecco riemergere dal nulla il partito del “No”. Invece di cercare di capire e di partecipare alla risoluzione dei problemi che la realizzazione di grandi opere come queste possono creare, sulla stampa locale c’è una rincorsa a osteggiare questi progetti. Alcune Associazioni tirano in ballo i beni archeologici , altre l’impatto ambientale altre ancora le bellezze naturali, come se Terracina non appartenesse al territorio italiano e non fosse soggetta alle sue leggi. Mentre dalla parte più prettamente politica si tira in ballo il privato, e che per 90 anni l’area demaniale chiesta in concessione verrà alienata al pubblico, senza però sottolineare che dopo 90 anni tutte le opere create su questa area diventeranno pubbliche. Credo fermamente che sia ora di togliersi la maschera e di dire apertamente se si è favorevoli o contrari al progresso, se si vuole Terracina come lo è oggi una città con tantissimi disoccupati, con artigiani che ogni mattina partono per i cantieri di Roma e del Lazio, con sole donne che passeggiano nelle mattine d’inverno, mentre i loro mariti e fidanzati sono saliti sui treni che ogni giorno all’alba partono, pieni, dalla stazione di Terracina per tornarvi solo la sera quando è notte ( è proprio brutto partire col buio e tornare col buio). Oppure se si è favorevoli a una città moderna che si ispiri alle grandi città Europee , come Valencia o Montecarlo, con i Terracinesi coinvolti nel costruirla e gestirla, con i migliori cervelli terracinesi che avranno la possibilità di realizzare le loro idee qui a casa loro invece che altrove, dove i nostri nipoti potranno ringraziare e sviluppare la lungimiranza e la determinazione dei loro nonni. Non ho paura a dire che mi batterò affinché Terracina diventi una città moderna, e mi impegno con tutto me stesso affinché questo diventi realtà, chiedendo a Nardi di agire prima che il suo mandato, con scadenza 2011, finisca.

Rita Bittarelli

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