Eventi & Cultura

Ecco la Festa della Trebbiatura

La Festa affonda le sue origini nella cultura e nella tradizione contadina

09/07/2009

Domenica 12 luglio, a Castelforte, in Piazza Forma di Suio è stata organizzata dal Comitato Cittadino “Suio Nostra” la 1° Festa della Trebbiatura. La Festa affonda le sue origini nella cultura e nella tradizione contadina della Terra di Castelforte. Gli organizzatori hanno pensato bene ridare vita ad un momento esaltante della storia ordinaria delle generazioni passate, quando la mietitura era occasione di incontro e di festa. Il programma prevede alle ore 9.00 l'apertura della Fiera con l'esposizione di prodotti artigianali e della terra. Alla “Fiera” saranno in esposizione anche antichi macchinari e attrezzi utilizzati dai contadini che verranno riproposti in un ideale viaggio della memoria. Dopo la Santa Messa delle ore 10.00, momento di ringraziamento per il raccolto e di buon auspicio per l'anno venturo ecco alle ore 11.00 l'animazione dedicata ai bambini. La Festa riprende nel pomeriggio alle 16.00 con il trenino che permetterà ai bambini di fare un giro tra le strade della frazione castelfortese. Nel frattempo è stata, invece, programmata una dimostrazione di aeromodellismo e automobilismo. Alle 19.00 avrà inizio la rievocazione della Trebbiatura e alle 19.45 l'esibizione del Gruppo Folk “La Frattese” mentre alle 20.30 si potrà gustare uno dei piatti tipici della cucina castelfortese: la “Pasta e fasuri” (ndr Pasta e fagioli) il “Caso Maturo” (ndr formaggio maturo), le Avvrive (ndr le olive), il Capocuoglio (ndr Capo collo), il “Pane de casa” (ndr pane di casa) e un buon bicchiere di vino locale. La Festa si conclude con una serat di “Disco liscio” in piazza a cura del Chiosco “La Sorgente”.
Quando la trebbia non c'era la raccolta del grano avveniva con la trebbiatura. Si tratta di un sistema attraverso il quale si raccoglieva il grano coltivato con cura e dedizione. I contadini si organizzavano in piccole squadre (facendosi aiutare da amici e parenti) e dopo aver raggiunto il proprio campo di grano al mattino prestissimo, iniziavano a raccogliere il grano nei covoni. Quando nel pomeriggio il raccolto era terminato con i carretti trainati dai buoi o dagli asini portavano il raccolto nelle aie dove con il “viglio” (ndr due bastoni -uno più lungo e uno più corti- uniti con una corda all'estremità battevano il grano affinche le spighe mature lasciassero cadere i chicchi di grano che poi venivano raccolti in sacchi e riposti nei granai). La sera del raccolto ci si riuniva nei cortili delle case, nelle aie o nei vicoletti del centro storico per far festa tutti insieme consumando un pasto ricco e abbondante che era stato opportunamente preparato. Durante la festa risuonavano stornelli e canti tradizionali animati dal mandolino e dalla fisarmonica. Il raccolto era importantissimo per l'economia di ogni famiglia. Permetteva infatti di assicurare non solo il pane ma anche di pagare (in natura) i piccoli servizi dei quali si era goduto nell'anno o i piccoli acquisti effettuati nei negozi del rione.

Rita Bittarelli

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