Cronaca

Ancora discariche abusive e materiali pericolosi a Fondi.

Amianto abbandonato ai bordi della strada in località Pantanello...

17/06/2009

«Abbiamo segnalato al Nucelo Operativo Ecologico del Lazio una discarica abusiva di materiali di amianto abbandonato ai bordi della strada che percorre la località Pantanello dove è in fase di esecuzione la zona industriale della città». Scrive Umberto Barbato, portavoce del coordinamento comunale di Sinistra Fondi, circolo Peppino Impastato: «Contestualmente a questo abbiamo evidenziato come dal riempimento dei lotti fuoriesca qualsiasi tipo di materiale, spesso non inerte. Pertanto abbiamo chiesto alle autorità competenti di mettere in atto tutte le azioni necessarie ad accertare se quanto segnalato costituisca reato e se sono stati arrecati danni ambientali al territorio, considerando che la zona è sito di numerosi canali ed acque sorgive. Insieme a quanto denunciato abbiamo allegato la documentazione fotografica prodotta sul luogo che mostra il perpetrarsi di una illecita gestione dei rifiuti a Fondi. In particolar modo vogliamo sottolineare la pericolosità dei materiali di amianto per la salute dell’uomo, riferita soprattutto al rischio cancerogeno per l’apparato respiratorio. Rischio particolarmente rilevante se si considera l’elevata aerodispersione delle fibre di questo minerale e quindi la facilità con cui queste possono penetrare nei polmoni esercitandovi la riconosciuta azione cancergogena. 
Oggi, la pericolosità dell'amianto, è fuori discussione ed il suo utilizzo (produzione e commercializzazione) è stato finalmente bandito, tuttavia è evidente che il minerale, estratto fino ad oggi ed utilizzato nei più svariati modi costituisce e costituirà ancora per molti anni un rischio per la salute, soprattutto per il fatto che una grande quantità di amianto è stata impiegata nell’edilizia e, pertanto, questo minerale si trova presente nell’ambiente in maniera quasi ubiquitaria, rappresentando un pericolo che andrà aumentando nel tempo con l'invecchiamento dei materiali. Soprattutto sarebbe opportuno che gli Enti Pubblici monitorassero l’eventuale presenza di amianto in edifici pubblici, locali aperti al pubblico e di utilizzazione collettiva, o procedere alla’individuazione di situazioni "sospette" coinvolgendo il Dipartimento di prevenzione e/o l'ARPA».

Rita Bittarelli

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