Eventi & Cultura

L'Esclusa

Intervista a Paola Lorenzoni. A lei è toccato concludere la Stagione di Prosa dell'ATCL

30/03/2009

Ai microfoni di ParvapoliS Paola Lorenzoni, l’attrice protagonista dello spettacolo ‘L’esclusa ’ che venerdì 27 marzo ha concluso la stagione di prosa del Comune di Priverno in collaborazione con l’ATCL. L’adattamento scenico diretto da Sergio Basile dall’omonimo, primo romanzo giovanile di Luigi Pirandello, ha privilegiato l’elemento dialogico, con scenografia stilizzata e la presenza di una voce narrante a fare da collante negli episodi salienti dell’interessante testo che ha già in nuce le caratteristiche principali della poetica del premio Nobel siciliano. Il racconto è ambientato in Sicilia, dapprima nel paese natale di Marta dove regnano pregiudizio e condanna morale e, successivamente, a Palermo, luogo di potenziale realizzazione sociale ed esistenziale dove questa si trasferisce. Marta è una giovane donna ripudiata dal marito Rocco, il quale crede di essere stato vittima di un tradimento. A scatenare il comportamento di Rocco è una lettera che un giovane del luogo, deputato al Parlamento, di nome Gregorio Alvignani, ha indirizzato a Marta. Il suo ripudio crea enormi sofferenze all’interno della famiglia di Marta al punto che il padre, chiusosi in se stesso, per il dolore e l’umiliazione muore dopo qualche settimana lasciando sul lastrico l’intera famiglia. Marta, nonostante sia innocente e stia attendendo un bimbo da Rocco, viene emarginata e costretta a subire vergogna ed umiliazione. Quando il bisogno economico diventa impellente, ricomincia a studiare e partecipa ad un concorso per il posto di maestra nella scuola del paese, ma nonostante Marta riesca a vincerlo, non ottiene il posto. Nessun genitore del paese avrebbe mai accettato un’insegnante per i propri figli infangata dall’onta dell’adulterio. Così accetta di trasferirsi a Palermo insieme alla madre e alla sorella, dove ottiene, grazie all’intervento dell’Alvignani, ormai divenuto senatore, un posto in un collegio. Qui la vita migliora notevolmente perché nessuno conosce il suo passato e le cose sembrano finalmente andare per il verso giusto. Incontra nuovamente l’Alvignani e questa volta, credendo di essere innamorata di lui, cede alle sue lusinghe e rimane incinta. Nel contempo la sofferente madre di Rocco, che da giovane ha subito la stessa ingiusta sorte di Marta, la chiama al suo capezzale insieme al figlio. Rocco si è infatti finalmente convinto dell’innocenza di Marta e, non avendola dimenticata, vorrebbe di nuovo averla con sé. Insieme assistono alle ultime ore della madre, ma a questo punto Marta non può fare a meno di confessargli che si, stavolta, ha veramente avuto una storia con l’Alvignani. Quest’ultimo però, per timore di perdere la reputazione, la condizione sociale e politica guadagnata, cerca addirittura di far riconciliare Marta e Rocco. Alla fine paradossalmente Marta viene riabilitata e accolta dal marito quando in effetti un tradimento si è ormai consumato. Ripudiata da innocente e riabilitata da ‘colpevole’. La difficoltà di essere donna in un ambiente dominato dai maschi, le rigide regole sociali che impongono ai singoli d’indossare una maschera di finto benpensante moralismo e la continua ricerca di essere accettati da una società ‘normalizzante’ che emargina il diverso, sono elementi che emergono nella recita di Paola Lorenzoni, a suo agio nel ruolo di Marta Ayala, alla quale conferisce un intenso, asciutto dolore dal quale traspare la dignità di una donna tradita da un ottuso e sordo sistema sociale. Ben delineato da Viviana Polic il ruolo della madre che comprende, avendolo analogamente vissuto anni addietro, il dramma della figlia. Renato Campese ha letto le pagine significative con voce affabulatoria anche se, a tratti, troppo bassa per essere compresa. Un testo di letteratura che il nipote del genio siciliano, Pierluigi Pirandello, ha fortemente voluto realizzato sulla scena, incaricando espressamente Luciana Grifi dell’elaborazione drammaturgica e Paola Lorenzoni di rivestire i panni della protagonista. Un teatro di qualità che premia la scelta del comune dei monti Lepini, che con questo spettacolo, gradito dagli spettatori che hanno seguito in silenzio ed hanno tributato alla fine lunghi applausi, saluta il pubblico degli abbonati e degli affezionati, rimandando alla prossima stagione di prosa.

Claudio Ruggiero

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