Eventi & Cultura

Show must go on?

In questa società in crisi e senza valori, finisce per fare spettacolo tutto, anche il dolore e la morte. L'invadenza non si arresta sulla soglia del privato e la pietà non basta più

13/02/2009

Il fatto che nella drammatica serata della scomparsa della povera Eluana Englaro Mediaset abbia deciso di mandare regolarmente in onda il Grande Flagello è davvero significativo dei tristi, sconcertanti tempi che stiamo vivendo (non dimentichiamo che la sera di un 11 settembre che il mondo non potrà mai dimenticare si disputarono regolarmente le partite di Champions League). Ma è il dato relativo agli ascolti che non ci lascia speranza. Otto milioni di telespettatori-guardoni (il record della trasmissione) fatti registrare nel momento in cui un paese intero si stava interrogando, anche duramente, sui grandi temi della vita e della morte sono un dato freddo e deprimente, ma anche inaccettabile, che vale più di mille indagini sociologiche. Un dato che dimostra il decadimento di certi bei valori dei nostri padri, che ci dice a chiare lettere che la corruzione morale è ormai giunta al grado più elevato. Non c’è più rispetto per nulla, non c’è più un limite, eppure c'è ancora chi non ci sta e, mosso – incredibile! - da principi etici e deontologici, continua a ragionare con la propria testa, come Enrico Mentana. Un plauso a lui per aver avuto il coraggio di dimettersi, ma il nocciolo della questione è che le sue dimissioni non andavano accettate, come invece è successo. Per non parlare delle evidenti strumentalizzazioni dei soliti noti. "Mi puzza una classe politica che aspetta, che pensa ad altro, che non decide e che all'ultimo cavalca i sentimenti della persone; che per compiacere l'istituzione Chiesa è pronta, forse in modo calcolato e programmato, a compiere strappi istituzionali che continuano a dividere questo paese. Sono stufo di vedere a capo di questo Stato politici miopi che pensano solo al tornaconto che avranno domani. Il GF 9 mandato quella sera è nella logica di questa politica: Stasera non pensare, penso io per te, un po' di circo ti farà bene!" ha scritto il regista pontino Dario Bellini in una discussione su Facebook (che abbia ragione Nadia Turriziani? Che davvero serva a qualcosa?). Tirando le somme, la logica del governante, del delegato a decidere per noi, sembra sempre quella del panem et circenses, del vivere – anzi: sopravvivere - alla giornata senza un futuro chiaro, dell’opportunità del distrarsi-stordirsi-drogarsi-chiamarsi fuori fino al rimbambimento, salvo poi fingere di meravigliarsi se qualcuno si va a schiantare con l'auto perché sotto effetto di stupefacenti o ubriaco. Proporre certe trasmissioni – che sono poi sit-com spacciate per reality - non è forse un modo come un altro per narcotizzare l’opinione pubblica, per banalizzare la società e mettere a dormire la vigilanza, quello spirito critico che è il sale della democrazia? Ho sempre pensato che "Show must go on!" sia una buona regola della comunicazione e della vita. Ma ora comincia a venirmi qualche dubbio: se non ci fermiamo mai a riflettere, se non ci mettiamo mai in discussione, quando cambieremo uno stato di cose che ci porta a triturare i sentimenti, a calpestare ogni dignità finendo per relativizzare tutto, perfino il dolore e la morte?

Fernando Bassoli

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