Eventi & Cultura

Trasgressione e normalità

Non c'è niente di più trasgressivo che essere normali. Le provocazioni sopra le righe sono diventate abitudine e routine. Mancano punti di riferimento forti, culturali, sociali, spirituali; tendiamo tutti a pretendere la legittimità dei nostri vizi

12/02/2009

Non c'è niente di più trasgressivo che essere normali. Fate un esperimento. Il linciaggio, culturale, mediatico, sociale, lo rischiate solo se sostenete le tesi che, per la vulgata, sono proprie del "potere", che non si capisce bene cosa esattamente sia, ma è bello per la plebe poterlo dire: "potere". Non è trasgressivo essere Vladimir Luxuria, o sostenere i diritti dei gay, è trasgressivo dire che i gay sì, vabbe', è giusto che abbiano i loro diritti, però non è naturale esserlo, può essere un vizietto, persino gustoso, ma prefigurare una legittimità, insomma, no; vedi cosa succede a chi sostiene, cantando, che gay si può essere pure per sbaglio. Mica tutti, ma qualcuno ci si può sentire, in un momento della sua vita, senza esserlo, che può essere aiutato. Ecco Cantelmi e Nicolosi, oggi, sono trasgressivi. Luxuria no. Povia è trasgressivo. Pasolini non più. Quando Nek cantava "In te" aveva una forza autenticamente rivoluzionaria. Quello era andare contro corrente. Quello era sfidare l'omologazione del pensiero.
Oggi la vera trasgressione non è più il sesso, ma l'amore; la vera trasgressione non è più la convivenza, ma il matrimonio, non l'ateismo militante ma il percorso di fede e lo scandalo per la ragione. L'alternativa al Vaticano non è una sana laicità (anche a volte provocatoria o sopra le righe, come la mia), ma un laicismo politicizzato ed in trincea. Come si fa ad oltrepassare i limiti del lecito, se oggi è lecito tutto, pure pretendere la libertà di morire? Ora, giusto nel sadomaso gli schiavi che amano farsi maltrattare e frustare dalle Padrone ancora non rivendicano diritti civili, ancora non si parla di gogne e catene nei marciapiedi del centro dove pantere in latex possano appendere la catena e il collare dei loro servitori. Non ci sono ancora intellettuali di sinistra che salgono in cattedra e mi spiegano che è un diritto anche scegliere di non averne, per cui un masochista che goda di lavorare gratis in campagna e di essere malmenato e sfruttato deve essere rispettato e non compatito. Per il momento essere sado o masochisti è una delle poche cose autenticamente trasgressive che ci sono rimaste. Per andare "contro". Come amare, sposarsi o dichiararsi, con convinzione, etero.

Mauro Cascio

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