Eventi & Cultura

Facebook, tutto dipende da chi lo utilizza

In risposta all'intervento su ParvapoliS di Fernando Bassoli. Potrebbe essere, e ne siamo tutti testimoni, l’inizio di una forma di sapere su avvenimenti o informazioni di ogni tipo

09/02/2009

Leggo: “Facebook non sembra saper stimolare un vero dialogo né creare le premesse per stimolare idee innovative”…Siamo mica arrivati alla frutta? Nel momento in cui consigliamo ai nostri figli di usare i preservativi si spera vivamente che l’uso che ne facciano sia orientato alla prevenzione (sia essa intesa come protezione da eventuali malattie veneree come dall’allontanamento di gravidanze indesiderate). Nel momento in cui si scopre che questi vengono usati per scopi diversi, quali possano essere ad esempio quelle goliardiche battaglie a suon di gavettoni profumati, colorati e a volte super-stimolanti, solo allora si ha la certezza di avere fatto fiasco. Nel momento in cui si accede ad un sito multi-funzionale, multi-etnico, multi-geografico, multi-… come facebook si spera che le persone aprano il proprio personale account solo per puro divertimento e non “per stimolare le idee innovative” onde evitare di incorrere nell’uso errato dello stesso come nel caso del preservativo. Internet si sta innovando sempre più e nel farlo sta creando portali quali FB che possono, a seconda dell’uso stupido o intelligente che se ne fa, portare dei vantaggi o solo delle sciocche distrazioni. Entrare in FB pensando di risolvere i problemi personali, economici o intellettuali è davvero esagerato. Pensare di poter trascorrere intere giornate a chattare o a lanciare palle di neve oppure bacini a tutto il mondo facebookiano, addirittura idiota. Poter verificare invece la presenza in un sito così tanto seguito di istituzioni importanti quali possano essere quelle mediche, scientifiche, di ricerca, politiche, editoriali, musicali, e… rende onore all’uso intelligente che di Fb si può fare. Sentire critiche inutili da coloro che lo utilizzano per pubblicizzare i propri lavori per poi criticarlo gratuitamente è triste. La comunicazione, il rapporto interrazionale, il dialogo con persone di altri continenti e di altre culture, a volte anche in lingue da noi nei luoghi comuni poco usate; la conoscenza di persone diverse da quelle dello stretto o, per i più fortunati, ampio giro di conoscenze locali, può portare a dei modesti accrescimenti culturali che non si fermano ovviamente al semplice dialoghetto in chat o nelle varie bacheche, ma in scambi di idee ed a volte, all’instaurazione di veri rapporti culturali e di lavoro tramite lo scambio di notizie con l’uso della posta elettronica o la lettura delle varie note che le persone, in modo corretto,utilizzano in modo corretto. FB non è sicuramente la panacea di nulla ma potrebbe essere l’inizio di una forma di sapere su avvenimenti o informazioni di ogni tipo che in alcuni casi non verremmo a conoscere.

Nadia Turriziani

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