Politica

Il Giovane Borghese

È la contiguità ideologica con il governo Lula che ha permesso a Battisti di farla franca. Mai troppo tardi per alzare la voce

03/02/2009

È indubbio che la vicenda Battisti sia vergognosa. E la rubrica di Capuozzo, Terra!, qualche sera fa su Canale5, ha rivelato particolari interessanti, non ancora emersi su giornali e tv, sui motivi che stanno dietro al rifiuto all'estradizione da parte delle autorità brasiliane. È la contiguità ideologica con il governo Lula che ha permesso a Battisti di farla franca. E franche sono state le mani che lo hanno aiutato a lasciare l'Europa, con un passaporto falso gentilmente fornito dai servizi segreti francesi. Il caso Battisti era diventato per Parigi una spinosa questione d'onore. Non consegnarlo all'Italia sarebbe stato uno sgarbo troppo pesante; consegnarlo avrebbe significato ammettere di aver protetto per anni un assassino. Quindi, se ne sono lavati le mani lasciandolo fuggire. L'onore della patria è salvo, almeno nella concezione che ne hanno i francesi. Riguardo il Brasile, considerando i precedenti si può dire che sia diventato una sorta di lussuosa casa di riposo per terroristi in pensione. Come l'Argentina per i nazisti. Certo, è una vergogna. Dei francesi non ci si può mai fidare e Lula nel suo governo ha ministri degni di Chavez. Ma il governo italiano sta umiliando se stesso con l'infinita questua per riavere Battisti. Non è così che dovrebbe agire uno stato democratico che non voglia perdere la faccia di fronte ai suoi cittadini e che ci tenga davvero a fare giustizia delle vittime del terrorismo. A questo punto, constatata la malafede dei francesi e dei brasiliani nella vicenda, il governo dovrebbe far calare il silenzio su Battisti. Sperando nel caso. Per quanto riguarda Francia e Brasile, non mancheranno occasioni per ripagarle con la stessa moneta.

Massimo Memoli

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