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Quando l'amore non basta

Una storia d'amore tra due donne nel debutto in prosa di Angela Siciliano. Un amore che una volta si sarebbe detto scomodo ma non oggi in cui, vedi il caso Povia, non c'è niente di più trasgressivo della normalità

28/01/2009

Esiste, in natura, una sola cosa che ci faccia paura ed al contempo ci attragga: l’Amore. Ogni uomo ed ogni donna desidera l’amore più di ogni altra cosa al mondo. Ma allora perché, essendo la cosa più desiderata, è anche quella forma di relazione che spesso, troppo spesso, porta con sé sofferenza e solitudine? Per amare bisogna essere in due, il difficile ora è stabilire cosa fa di due persone una coppia. Ma soprattutto quale deve essere il sesso delle due persone per definirle correttamente una coppia. Uomo-donna; uomo-uomo; donna-donna; cieco-vedente; etc. etc. Potrei continuare all’infinito. Due persone si incontrano, si attraggono, pensano di essere innamorate e si uniscono. Fromm affermava che l’amore è un’arte. Umilmente aggiungerei che oltre ad essere una “meravigliosa arte” è uno dei pochi eventi che accade solo nel caso in cui i soggetti decidano di accettarlo in qualunque modo vadano poi le cose. Chi non crede nell’esistenza dell’amore è perché non l’ha mai incontrato veramente o, più plausibilmente, lo sfugge poiché lo teme. “Quando l’amore non basta” romanzo d’esordio di Angela Siciliano parla di un legame d’amore particolare. Un amore ingiustamente etichettato nel nostro paese; accettato con moderazione in altri; con estrema normalità in altri ancora, sempre che non scivoli negli eccessi e nell’esibizionismo da circo. L’amore tra una donna, Serena, che mentendo a sé stessa, lascia la donna che ama veramente, si sposa, fa un figlio e rientra tra le righe di una normalità e di un benessere apparente, sofferto e falso. Ed un’altra donna che non può invece vivere lontana dalla verità e dalla vera accettazione del proprio essere donna e amante. Un individuo umano felice nei momenti di felicità, triste in quelli di tristezza, angosciato in quelli in cui il cinismo, il bigottismo e la falsità delle persone la feriscono. Persone ignoranti le altre, che fingendo intelligenza, additano lei e le altre donne come lei, quasi fossero delle “intoccabili”. Donne comuni, loro, che svolgono una vita comune. Si svegliano, si lavano, mangiano, lavorano, si divertono ed amano. Amano con tutto il loro cuore. In amore generalmente una persona è necessaria all’altra. L’una è vitale per l’altra. In ogni relazione, qualunque essa sia, le parti sono costrette a rinunciare alla propria integrità rischiando, a volte, nell’atto sessuale di fare di se stesse lo strumento di qualcuno al di fuori di sé. Entrambe si fondono senza mai davvero integrarsi. Un continuo offrirsi piuttosto che ricevere, preservando in ogni circostanza la propria integrità. Un unico individuo, pur rimanendo in due. Ma tra due donne vale la stessa regola? Dopo diciotto anni di allontanamento, incorniciato da numerose lettere in cui Serena ha cercato, con falsa ostinazione, di trasformare il loro amore in amicizia, le due donne decidono di vedersi ancora una volta, forse l’ultima. L’incontro avviene a Copenaghen, città in cui l’altra dopo numerose esperienze d’amore finite drasticamente, tanti lavori diversi, tanti viaggi e un’arrendevole solitudine ha deciso di andare a vivere con la sua nuova compagna in una casa neutrale ad entrambe. Dopo strazianti periodi di sofferenza e solitudine, finalmente il vero amore. Lei e Serena si rivedono per quello che sarà l’incontro definitivo, quello che deciderà delle loro sorti. I chiarimenti, alla fine, sembrano condurre a nessuna soluzione plausibile per entrambe. Serena tornerà alla sua falsa normalità. Da un marito che forse nemmeno ama. Da un figlio già nato e da quello in arrivo. Inadeguatamente cercherà di provvedere al loro accrescimento fisico ed educativo. Con falsità farà finta di amare il proprio uomo. L’altra invece combatterà per iniziare finalmente a vivere dignitosamente la sua vita di donna libera; affinché l’omosessualità smetta di essere solo un pregiudizio ed uno stato di falso ostentamento. Il racconto avrebbe potuto parlare di un amore tra una donna di razza bianca ed un uomo di razza nera, oppure di due individui di razza diversa, oppure ancora di una coppia formata da una lei di 60 anni e di un lui di 40…avrebbe sortito lo stesso eco, perché “la diversità crea sempre scalpore”. Le etichette, i pregiudizi, le classificazioni rischiano di essere di impedimento al corso spontaneo di un nobile sentimento quale possa essere proprio l’amore. “La dignità ed il diritto di esistere così come siamo non ce li devono concedere gli altri, ce li abbiamo già noi fin dalla nascita. Ed è chiaro che dicendo questo non mi riferisco solo all’omosessualità.” (dalla Postfazione dell’autrice – Angela Siciliano – Copenaghen 10 giugno 2008)
Angela Siciliano: è nata in Belgio, da genitori italiani. Ha vissuto a lungo in Italia, in diverse città, svolgendo numerosi lavori, tra cui l’impiegata comunale, l’operaia metalmeccanica e l’allevatrice di cavalli. Dal 1994 si è trasferita a Copenaghen dove ha continuato a sperimentare decine di mestieri e si è sposata con una giornalista. “Quando l’amore non basta” è il suo esordio letterario in prosa. Sue poesie sono state premiate e pubblicate in diverse antologie.

Nadia Turriziani

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