Politica

Il giovane Borghese

Rieccoli gli abortisti di professione. Sempre schierati contro la vita, senza se e senza ma

27/01/2009

Come volevasi dimostrare. Con Obama riprendono le politiche filo-abortiste eliminate da Reagan prima e Bush poi. Con Obama si rafforza l'omicidio di innocenti, riprende quota la pratica assassina. La recentissima decisione del neo-Presidente che ripristina i fondi federali per le Organizzazioni non governative favorevoli all'aborto come opzione per la "pianificazione familiare" (una cosa a dir poco agghiacciante) non può che suscitare un sentimento di rabbia e di riprovazione. A nulla servono le proteste dei Vescovi. Ormai il danno è fatto: Obama governerà da qui al 2012, gli americani lo hanno votato a maggioranza, e molti cattolici sono caduti nella trappola. Anche qui in Italia, tantissimi moderati si sono fatti abbindolare dall'illusione, con rare eccezioni (possiamo ricordare luca Volontè, o Giuliano Ferrara). Ma c'è di più: alcuni prospettano addirittura il varo di una legge per la "libera scelta", in grado di imporre agli Stati dell'Unione il divieto di approvazione di norme restrittive sull'aborto, in modo tale da allargare questa pratica a tutti i livelli. La presidenza Obama inizia nel peggiore dei modi possibili. Altro che novità, altro che cambiamento: qui si favorisce l'assassinio di vite innocenti! Come diceva Madre Teresa di Calcutta: Sento che oggigiorno il più grande distruttore di pace è l'aborto, perché è una guerra diretta, una diretta uccisione, un diretto omicidio per mano della madre stessa. Perché se una madre può uccidere il suo proprio figlio, non c'è più niente che impedisce a me di uccidere te, e a te di uccidere me. Il giudizio non può che essere, a questo punto e al di là di qualsiasi altra decisione del Presidente su altri temi, estremamente negativo; un giudizio tra l'altro che non potrà essere revocato fino alla fine di quest'incubo.

Massimo Memoli

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