Eventi & Cultura

Auguri, senatore Andreotti

È uno dei politici migliori che abbiamo mai avuto. Compie novant'anni. E soffre di emicranie

15/01/2009

È uno di quelli tosti. Mi guardo intorno nel mio ufficio, una nocca premuta contro la tempia, cercando di scacciare il dolore con la volontà. Se ne saranno accorti i colleghi? Sicuramente. Ho i muscoli del collo così tesi che li si potrebbe suonare, sono fradicio di sudore e non riesco a controllare il tremito. Non ho mai avuto un dolore così intenso. È come se avessi la testa in una morsa che viene stretta poco a poco, finché gli occhi non sono sul punto di schizzare fuori. Forse mia moglie ha ragione. Dovrei andare da un dottore. Ma l’ idea mi terrorizza. E se il dottore scoprisse qualcosa di veramente grave? E se avessi bisogno di un intervento chirurgico? Preferisco affrontare il dolore piuttosto che permettere a qualche ciarlatano di frugarmi nel cervello. “Stai bene, Mario?” Una collega. Femmina. Aspetto scialbo, fianchi pesanti, capelli castani, corti, con taglio tutte punte, tipo Peter Pan. “Mal di testa.” Riesco a fare una smorfia di sorriso. “Vuoi un analgesico?” “Sì, grazie.” Lei va alla scrivania. “Saridon?” domanda lei da dietro il tramezzo che forma il suo cubicolo. “Benissimo.” Mi porge la pillola, inarcando un sopracciglio. “Devo proprio ringraziarti per questo.” “Non c’é problema. Soffro anch’ io di emicranie. Avrei ucciso pur di far passare il dolore.” “Lo sai, lavoriamo qui da anni e non so niente di te.” Lei sorride. I denti davanti sono storti. “Sono sposata, con una figlia.” Mi sforzo di sorridere. Chi poteva immaginare che un brutto coso come lei avesse una famiglia? “E tu? Sei sposato?” “Sì. Due figli, però.” “Già, bé, come diceva Eduardo i figli sò pezzi de core.” “Senti, adesso devo tornare al lavoro. Grazie per il Saridon.” “Figurati.” E se ne va ciondolando. Ingoio l’ analgesico. Il dolore pulsante, sembra scemare lievemente. Siedo alla scrivania. Prima di accendere il pc, do una sbirciatina al giornale. Ehilà, Andreotti compie 90 anni. Anche lui soffre spesso di emicranie. Lo ritengo il miglior politico che l’ Italia abbia mai avuto. Auguri, Senatore!

Mario Pulimanti

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