Eventi & Cultura

Oratorio concertante

Un antro evento per gli 800 anni dalla Consacrazione dell'Abbazia di Fossanova

10/12/2008

Dopo il concerto di musiche medievali che si è svolto domenica, 26 ottobre, presso l’Abbazia di Fossanova ora è la volta di un altro appuntamento molto atteso, anch’esso concepito nell’ambito degli eventi previsti per la celebrazione degli 800 anni della Consacrazione dell’Abbazia di Fossanova realizzati dal Comune di Priverno grazie anche ad un finanziamento della Regione Lazio (assessorato alla cultura, sport e spettacolo). Si tratta di un concerto di Natale che verrà eseguito questa domenica, 14 dicembre, sempre presso l’ex Infermeria del Borgo di Fossanova alle ore 18.30. L’’Oratorio concertante per la notte di Natale’, messo già in scena in numerose altre città italiane, è eseguito dall’Associazione Linguaggi Teatro Arte di Parma per la regia di Enzo Vanarelli. Attraverso la musica, il concerto ripropone una meditazione religiosa sul Natale in cui un ruolo importante hanno i testi poetici impiegati che provengono da fonti inconsuete, cattolici o cristiani convertiti con dubbi d’ogni genere: dai “Poems” di Gerald M. Hopkins; da “La terra desolata”, “Ariel Poems” e “Assassinio nella cattedrale”di Thomas S. Eliot; da “Nel Tuo nome” e “Interrogatorio a Maria” di Giovanni Testori. E naturalmente dall’Incipit del Vangelo di Giovanni, nell’originale greco nella vulgata latina in italiano, a scandirne il mistero di profezia e il lento e difficile cammino e difficile verso la comprensione. Le musiche risultano da un adattamento per quattro voci (due liriche due strumentali) dal “Veni Creator Spiritus” e dal “De Temporum fine Comoedia” di Carl Orff, rispettivamente la prima opera del celebre compositore, inizio delle sue inedite ricerche e l’ultima, apocalittica, scritta a pochi anni dalla morte come anelito di salvezza universale. “ (…) vorrei che questa ricorrenza degli 800 anni dalla Consacrazione dell’Abbazia – ha dichiarato il sindaco Umberto Macci nella presentazione dell’evento – si dilatasse all’infinito attraverso la continua proposizione di nuovi momenti culturali. Questo vuole essere il significato anche degli eventi programmati per gli ultimi mesi dell’anno che si proiettano e propagano nel nuovo anno. Perché Fossanova merita quest’attenzione e perché ha bisogno della Cultura per trasmettere al meglio i suoi effetti benefici sul nostro spirito, sulla nostra mente, sul nostro cuore”. In una nota del regista Vanarelli si legge quanto segue: “presentare l'Oratorio che l'associazione Linguaggi Teatro Arte di Parma eseguirà nella splendida Abbazia di Fossanova mi impone due discorsi, distinti ma convergenti. Il primo riguarda una mia annosa ricerca artistica. E’ possibile, partendo dalla parola detta, ricostituire l’unità senso/ritmo/melodia che fu sostanza originaria del fatto poetico? La perdita di questa unità ha inflitto danni pesanti e alla parola poetica privata della sua capacità evocativa e alla musica privata della capacità di cortocircuiti logici. Lungo questa ricerca mi sono ovviamente confrontato con quella analoga celebre di Carl Orff che partiva però dalla musica, cioè dal punto diametralmente opposto. Questa è la sostanza formale del progetto: un’esplorazione sui possibili modi dell’interazione parola/musica. Non un “recital” perché sempre la parola è suono, non un “concerto” perché sempre il suono è significazione. Quindi una formazione pesata col bilancino: due attori, due attrici, due cantanti lirici, due strumentisti. Il secondo discorso riguarda la mia perenne esigenza di significato. Che senso ha ridurre il Natale a favola bella per consumare di più, la tensione religiosa a sentimenti puerili, il Sermone della Montagna a catalogo di petizioni umanitarie? La mia fede esigua non osa proclamare certezze, ma non posso accettare che si banalizzi il Cristo- scandalo mia sola speranza. Non posso accettare che il senso della mia unica vita si svuoti a misera vicenda biologica o economica. L’ingresso del Cristo nella storia è stato un fatto traumatico definitivo che pretende d’essere trattato nella ricerca d’assolutezza d’una azione liturgica, non nella ricerca di ragionevolezza d’un racconto mediato. Ho così cercato di saldare, in un unico cerchio sonoro la tensione musicale di Orff e la tensione significativa della moderna poesia religiosa, la narrazione evangelica e la profezia che essa contiene, certo che solo in questo cerchio rituale può vivere la profonda emozione che sola apre le porte alla profonda partecipazione”.

Rita Bittarelli

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