Cronaca

Tutela, salute e sicurezza

In risposta alle osservazioni di Daniela Campagna pubblicate su ParvapoliS qualche giorno fa

29/11/2008

Mi permetto di formulare questa osservazione in risposta a “Cantieri e sicurezza…”, qualche giorno fa su ParvapoliS, per evitare che possano nascere fraintendimenti e false considerazioni. Il decreto legge N. 81 del 09 aprile 2008 enuncia , nella sua meticolosa sequenza di articoli, le nuove norme sulla sicurezza. Nella specifica all’ ARTICOLO 20 – Obblighi dei lavoratori- enuncia le regole di buon comportamento dei dipendenti sul posto di lavoro. È a carico del datore di lavoro informare i lavoratori dei rischi ai quali vanno incontro in caso di non osservanza o errata osservanza di tali regole. Il lavoratore, nel momento in cui entra in possesso dell’oggettistica anti-infortunistica, deve firmare delle certificazioni al proprio datore di lavoro, con il consapevole obbligo di usarla nei cantieri preposti. Per la tutela dei lavoratori e dei datori di lavoro, sempre le leggi attuali richiedono per le ditte appaltatrici e sub appaltatrici delle certificazioni di sicurezza (P.O.S. Piano Operativo di Sicurezza) dove si attestano una infinità di norme inerenti il buon funzionamento in cantiere. Il datore di lavoro serio fa sue queste norme e nel caso in cui un dipendente non si adoperi a rispettarle può giungere a delle risultanze punitive. Tutto si può fare. Sarebbe invece molto più onesto controllare tutte le imprese edili (anche le grandi) per un corretto rispetto generale delle norme.

Nadia Turriziani

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