Eventi & Cultura

Latina in vista

Per Marcello Trabucco la scrittura è legata allo studio. Un territorio antico, una città moderna. Sguardo alle bellezze di luoghi familiari.

05/11/2008

Marcello Trabucco nato a Volterra (PI) da genitori di origine campana è approdato a Latina piccolissimo. Gli studi prima al liceo, poi all’università hanno sollecitato il suo interesse per la storia del territorio pontino, che con il passare degli anni sentiva sempre più suo. Si è laureato a Roma nel 1983 ed attualmente svolge la professione di architetto. È iscritto all’ordine professionale della provincia di Latina ed insegna “Disegno e storia dell’arte” al Liceo scientifico Ettore Majorana da circa dieci anni. Si occupa inoltre di arte visiva prendendo parte a mostre collettive e personali in Italia e all’estero.
Interessato alla storia del territorio, ha elaborato studi e ricerche, raccolti in cartelle di incisioni calcografiche. Alla domanda “Per lei cosa significa scrivere?” ha così esordito… “Scrivere significa raccontare delle storie. Per quanto mi riguarda la scrittura è strettamente legata allo studio, alla conoscenza del territorio, alla sua storia. La scommessa più grande è stata proprio quella di leggere l’architettura della città, i riferimenti culturali, le influenze stilistiche senza inneggiare alla facile retorica fascista, ma posizionando lo stile di Latina/Littoria, nel più ampio fenomeno del panorama architettonico degli anni tra le due guerre. Inoltre, se è vero che la bonifica pontina ha operato su un terreno vergine restituendo una identità prima non posseduta, è anche vero che la storia di queste terre affonda le radici nella preistoria e attraversa tutti i periodi degli eventi umani”. (Così come vedremo nella specifica di “Latina in Vista” edita da Raimondo Editori Sas - pg 127 euro 15,00). “Latina in Vista” propone la rivalutazione e la presa di coscienza della storia passata. Storia che spazia dalle testimonianze preistoriche a quelle romane, medioevali, dell’età rinascimentale e neoclassica, fino ad arrivare all’inizio del novecento con l’epocale modifica della geografia dei luoghi: la bonifica.
Il libro costituisce un ottimo strumento per indagare la storia e le testimonianze artistiche vicine a noi e fuori dagli itinerari consueti. Uno strumento per guardare con maggiore attenzione ciò che ci circonda. Arrivare alla pubblicazione del libro è stato molto difficile, come è stato (ed ancora lo è) coinvolgere enti ed istituzioni. Trabucco si è rivolto a sponsor che credendo in lui hanno dato linfa al duro lavoro di studio e ricerca. Il Consorzio di Bonifica, ad esempio, lo ha sostenuto con la saggia previsione che la divulgazione dell’enorme patrimonio dell’archivio consorziale avrebbe apportato beneficio alla storia della città.
Tra i suoi progetti in cantiere? – “Lo studio del territorio continua a suscitare i miei interessi. In particolare le trasformazioni provocate dallo sviluppo edilizio sul paesaggio. L’Italia che aveva conservato la propria struttura fisica fino alla metà dell’ottocento, i luoghi delle vicende umane descritti con dovizia di particolari sia dalla letteratura che dai pittori paesaggistici negli ultimi quaranta anni è stata profondamente trasformata, edificata, deturpata. Il territorio è stato consumato in maniera irreparabile. Questo tema, indagato attraverso l’analisi delle immagini d’epoca costituiscono l’argomento dell’ultimo lavoro di ricerca, dove la costa del Lazio è il centro del tema. Linea costiera oltremodo snaturata da una edificazione al servizio delle abitazioni per le vacanze.”
Articolato in trenta capitoli il libro vuole rappresentare veri e propri itinerari da percorrere nel territorio, per esaltare le bellezze esistenti dentro e fuori la città, avanti ed indietro nel tempo per non fermare la storia soltanto alla bonificazione Pontina, ma evidenziando la complessità e le stratificazioni storiche lasciate dai “segni” precedenti. Il tutto con l’ausilio di cartografie ed un’ampia gamma di immagini fotografiche, molte delle quali inedite ed originali e con una raccolta attenta di articoli con i quali l’autore ha cercato di cogliere quelle peculiarità e quelle testimonianze storico-architettoniche della città spaziando dalla fondazione alle successive trasformazioni e modificazioni arrivando fino ai giorni nostri.
Nei capitoli più interessanti vengono menzionati luoghi ed edificazioni importanti per l’architettura del luogo. Tra questi meritano menzione:
. La Torre di Foceverde unica superstite nel tratto di costa che va da Torre Astura a Torre Paola con la sua possente mole custodisce, ancora, fiera il territorio circostante. Scopo iniziale delle torri era appunto quello di difendere le popolazioni, mediante un sistema di vedetta e controllo costante da parte di personale qualificato, dalle incursioni che i saraceni (prima) ed i turchi (dopo) effettuavano lungo le coste e nei territori interni.
. La scuola elementare di Via dell’Uccellara la cui costruzione risale all’epoca della bonifica (dopo il 1933) facente parte dei quattro edifici scolastici programmati e costruiti dal Consorzio della Bonifica di Piscinara, attualmente in grave stato di abbandono. Importante ricordare che per la popolazione rurale gli edifici scolastici rappresentavano un punto di riferimento al pari dell’edificio religioso. A conferma di ciò la presenza in molti di questi di modesti campanili la cui piccola campana scandiva gli orari scolastici.
. Sezze e gli storici “Archi di San Lidano”, resti di un imponente ponte romano del II secolo a.C. a testimonianza dell’importanza della strada di collegamento che dall’Appia si dirigeva a Sezze ed a Priverno…ed i resti della villa romana (tra erbacce infestanti e visibile noncuranza) battezzata “villa delle grotte”. Da menzionare il ritrovamento alla base di uno dei muri di fondazione di un bassorilievo beneaugurate, un fallo apotropaico.
. Gli Impianti idrovori, ben ventitre sparsi nel nostro territorio dei quali diciassette (i più antichi) ricadenti nel Consorzio della Bonifica Pontina mentre gli altri sei nell’ex consorzio di Bonifica di Latina che da oltre settanta anni, più o meno silenziosamente, assolvono in maniera egregia il compito loro assegnato: sollevare ad un livello superiore le acque raccolte e permettere loro di scorrere verso il mare. Il più vicino a noi è quello di Capo Portiere in funzione dal lontano 1933. Da qualche anno, finalmente, oltre ad una attenta ma lenta azione di ammodernamento gli impianti sono stati automatizzati ed è possibile provvedere all’accensione delle pompe direttamente dalla sede centrale di Via Matteotti.
. La città di Satricum ed il tempio della Mater Matuta, uno dei santuari più importanti del Lazio meridionale. Per studiarne le origini bisognerebbe andare indietro nel tempo di quasi tremila anni ed allo studio dell’iniziale insediamento nel posto della popolazione che ne ha caratterizzato lo stile architettonico. Gli scavi fino dal 1986 hanno restituito ingenti testimonianze artistiche custodite ad arte sotto le fondamenta dei templi che nei secoli si sono succeduti in onore di Mater Matuta. Solo da pochi anni si è protetta la zona dei templi mentre si aspetta ancora di vedere completato il restauro delle antiche fabbriche limitrofe all’area interessata.
. L’oasi di Ninfa, stupendo giardino tra i ruderi della cittadina medioevale, è uno tra i più conosciuti in Italia. Le sue origini sono molto antiche. I romani vi realizzarono un tempio dedicato alle ninfe. Tra gli avvenimenti più importanti è meritevole di nota l’incoronazione nel 1159 del Papa Alessandro III all’interno della Chiesa di Santa Maria Maggiore. Il giardino subirà numerosi passaggi di proprietà: dallo Stato Pontificio agli Annibaldi, ai Colonna, ai Castani, ai Borgia ed ancora ai Caetani. Dopo la distruzione avvenuta nel 1382 ad opera di una coalizione formata dai comuni di Sermoneta, Bassiano e Sezze, Ninfa rimarrà un cumulo di rovine in cui la vegetazione prenderà il sopravvento.
. I luoghi della preistoria. A dimostrazione che il nostro territorio vanta di una storiografia molto importante risalente a prima dell’avvento della bonifica sono da menzionare i luoghi appartenenti alla preistoria. Astura, dove scavi recenti hanno portato in luce migliaia di reperti litici la cui datazione risale al periodo che va tra 500.000/550.000 anni fa. Sempre ad Astura è stato localizzato “Casale Nuovo” un insediamento dell’età del Bronzo. Come dimenticare il promontorio del Circeo dove nel 1939 venne ritrovato nella grotta Guattari un cranio di Homo Neanderthalensis. Oppure la scoperta fatta nel 1936 dallo studioso Blanc in quel di Sezze dove nella cavità chiamata “Arnalo dei Bufali” scoprì un dipinto rupestre raffigurante una figura umana (datato 12.000/7500 anni fa).
. Un pezzo di città razionale. Gli edifici dell’I.C.P. del 1934-1936. Con lo scopo di ricercare termini di paragone tra l’edilizia moderna e quella del passato, Marcello Trabucco ha rivisitato il complesso edilizio abitativo delle prime “case popolari” della città: i tre lotti “ICP” realizzati dall’istituto Case Popolari di Roma negli anni 1934-1936. Il primo ed il secondo lotto, rispettivamente di sette ed otto edifici, ubicati lungo uno degli assi che fuoriescono dal centro urbano, via Emanuele Filiberto. Il terzo lotto, il più piccolo, è formato invece da tre edifici ed è più interno. Il progetto è dell’architetto Giuseppe Nicolosi, che ha saputo riproporre esperienze tipologiche e planimetriche all’avanguardia, già emerse in Olanda e Germania sul finire degli anni venti. Le forme degli edifici, semplici e quadrate, non hanno subito l’influsso delle mode, nonostante i settanta anni trascorsi, a parte i necessari restauri. (Le foto possono essere consultate sul libro Latina in Vista). Purtroppo la cronaca di questi giorni non da notizie rassicuranti sullo stato di conservazione degli stessi, ma soprattutto sullo stato di salute di alcune delle persone che li abitavano..
(- 27 0ttobre 2008 da ParvapoliS: Momenti di paura al quartiere Nicolosi per l'esplosione di una bombola a gas che ha fatto letteralmente saltare in aria un appartamento all'incrocio tra via Emanuele Filiberto e via Giovan Battista Grassi. Nell'esplosione sono rimaste ferite quattro persone. Una, gravissima, è stata trasportata d'urgenza a Roma. Le altre tre sono adesso ricoverate al Goretti, ma le loro condizioni non destano preoccupazioni. Ci sarebbero anche tre dispersi, di cui una bambina. Sul posto sono intervenuti diversi mezzi dei Vigili del Fuoco.)
( da ParvapoliS 30 ottobre 2008: I tragici eventi dei giorni passati, riguardanti appunto l’esplosione dell’Edificio ex ICP, in via G.B. Grassi angolo Via E. Filiberto, nel quartiere Nicolosi, riportano all’attualità l’importanza della conoscenza della città e delle sue parti più significative. Alla prioritaria gestione dell’emergenza abitativa e dei risvolti umani del caso, che non devono lasciare indifferente alcuno, segue la necessità di un ripristino dello stato originario di un edificio che, in quanto elemento di una omogenea quanto straordinaria esperienza urbanistica, esprime il carattere della Città di Fondazione. Ciò richiede una molteplicità di informazioni tecniche, storiche e documentali acquisibili esclusivamente mediante la conservazione della memoria storica. La Casa dell’Architettura – in aderenza alle norme statutarie che affermano i principi civili della Città come patrimonio storico e bene collettivo- mette a disposizione tutta la vasta documentazione storica e gli elaborati originali, comprensivi di dettagli costruttivi, conservati presso il proprio Centro di Documentazione, oltre gli studi e le ricerche svolte nell’attività decennale dell’Istituto. In questo spirito ha ritenuto necessario rispondere a tale emergenza collettiva offrendo agli organi competenti la doverosa collaborazione.)
I ritrovamenti preistorici, i ruderi romani, gli edifici della bonifica quasi stridono con la città moderna, trattata negli ultimi capitoli del libro, ma la differenza architettonica pone in luce stili architettonici diversi sicuramente ma mirabilmente studiati, alcuni, e poco armoniosi altri che stanno pur a testimoniare l’evoluzione positiva o negativa rispetto ai progetti iniziali che vedono una città, quella di Latina, ruotare inizialmente intorno a dei centri urbani lineari ed armoniosi, ma soprattutto strutturalmente ed architettonicamente funzionali.

Nadia Turriziani

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