Eventi & Cultura

Affetti dispersi

Un libro sugli sfollati durante la seconda guerra mondiale. Interviene Andreotti

25/09/2008

Più volte Presidente del Consiglio dei ministri e Ministro, il Senatore Giulio Andreotti mancava da Castelforte da tanti anni. L’occasione del ritorno in un invito del Presidente della Provincia, Armando Cusani per la presentazione dell’ultimo libro legato al filone del «Percorso della Memoria» avviato all’indomani del conferimento della Medaglia d’Oro al Merito Civile al Gonfalone dell’Ente e stampato per i tipi della Herald Editore: «Affetti Dispersi» di Ezio D’Aprano. Il libro, incluso nella collana «Per Non dimenticare» della casa editrice romana, sarà presentato venerdì 3 ottobre (inizio ore 16.30) venturo in un luogo simbolo di Castelforte: Piazza Municipio. In caso di pioggia o freddo, la Provincia ed il Comune di Castelforte hanno previsto un luogo alternativo individuato nella palestra della Scuola Elementare “F. Petronio” in Via S. Martino, essendosi rivelata la Biblioteca comunale esigua per un evento che appare molto atteso. Perché Andreotti? A pag. 157 di «Affetti Dispersi», Ezio D’Aprano riporta nel suo testo integrale un articolo («I moschini di Castelforte») che lo statista pubblicò il 9 aprile 1947 sulla prima pagine de «Il Popolo», dopo la visita effettuata la settimana prima al seguito del Capo provvisorio dello Stato, Enrico De Nicola, in un paese raso al suolo dalla guerra, privo di acqua, energia elettrica, fogne, cibo, e infestato da migliaia di moschini. In quel reportage, Giulio Andreotti, profondamente colpito dalla situazione generale ed igienica del paese definì Castelforte “l’abisso degli abissi del dolore e del lutto” , impegnandosi negli anni perché questa cittadina del sud pontino potesse essere gradualmente ricostruita e dotata delle infrastrutture di base, ci fosse lavoro (l’insediamento della Manuli nei primi anni sessanta) per la gente e le terme di Suio potessero essere sviluppate (un convegno internazionale, la costruzione di un grande complesso turistico-ricettivo, ecc.). Da qui, l’idea di Cusani di invitare lo statista alla presentazione di un libro importante per la storia di questo paese che insieme a Santi Cosma e Damiano condivise il triste primato di essere l’epicentro della Linea Gustav con quasi mille morti per bombardamenti, fucilazioni, ecc. Il Libro di Ezio D’Aprano ricostruisce le vicende del doppio esodo a cui la popolazione del luogo fu esposta prima e dopo lo sfondamento della Gustav. Dal settembre del 43 in poi, molti finirono nei campi d’internamento in Germania come il giovane Giuseppe Di Pastena (la storia del quale apre la presentazione scritta dal Presidente Cusani) poi fucilato dai tedeschi o come Arturo D’Aprano, padre dell’autore del libro che, dopo due anni d’internamento a Memmingen e Fullen, tornò così debilitato da morire poco dopo aver rivisto la sua famiglia; altri ancora, riusciti prima dell’attacco finale del 11-12 maggio a passare il fronte per raggiungere gli alleati, trovarono rifugio in paesi del sud Italia come Carbone, Castrovillari, Cittanova, Maratea; la maggior parte dei cittadini, invece, fini nei centri del nord come Asolo, Altivole, Guastalla, Boretto, Brescello, Casaleone, Viadana e così di seguito. La Provincia ha inviato una nota a tutti i comuni del nord e del sud Italia in cui vennero ospitati gli sfollati di Castelforte alla ricerca di atti e documenti. L’esito è stato felice nel solo caso di Viadana (provincia di Mantova). Il Comune di Viadana ha inviato copia degli atti riguardanti i cittadini di Castelforte accolti dalle famiglie della cittadina mantovana e di una sua frazione S. Matteo delle Chiaviche. Documenti importanti ed utili che dimostrano come la gente del Nord andò ben oltre le disposizioni del governo di Salò, riservando, calore, cibo, vestiario e lavoro alla gente della cittadina del sud pontino. Nonostante siano passati tantissimi anni da allora , si conservano rapporti di amicizia e fratellanza ancora oggi e di Castelforte nessuno (alcuni sono ancora in vita) ha dimenticato quella generosa accoglienza. Alla fine della guerra e negli anni immediatamente successivi ecco l’esodo alla ricerca di un destino diverso, di una vita dignitosa, di un lavoro, della possibilità di farsi una famiglia e quindi l’imbarco su navi come il «Leonardo da Vinci», «Cristoforo Colombo» alla volta degli Stati Uniti o l’emigrazione verso l’Inghilterra, la Germania, il Canada. Non esiste una stima precisa, ma si ritiene che siano circa 2.000 la persone di Castelforte che vivono altrove. Il programma della cerimonia del 3 ottobre prevede l’indirizzo di saluto del Sindaco di Castelforte, Gianpiero Forte, gli interventi di Armando Cusani, Presidente della Provincia, del prof. Michele Graziosetto, scrittore e Preside del Liceo Scientifico «Leon Battista Alberti» di Minturno, di Ezio D’Aprano, autore del libro, di Roberto Boiardi Direttore della Herald Editore, mentre i ricordi e la testimonianza del Senatore Giulio Andreotti concluderanno la manifestazione. Moderatore: Marcello Caliman, giornalista e capo ufficio stampa della Curia Arcivescovile di Gaeta.

Rita Bittarelli

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