Eventi & Cultura

L'Ottomana di Gian Luca Campagna

Libri da Scoprire, quando la Cultura ha la C maiuscola. Cronaca di un successo annunciato

10/06/2008

Una maratona di pagine sfogliate (e presumibilmente lette). Si è chiusa da qualche ora la maratona dei libri nella rassegna Libri da scoprire, che si è svolta in piazza del Popolo a Latina dal 5 all’8 giugno. 52 stand di case editrici e agenzie di comunicazione, 32 presentazioni di libri con autori nazionali e locali, 4 presentazioni di premi letterari (di cui dedicati ai ragazzi, dimostrando che la cultura si ‘deve’ fare sin dalle scuole), 4 tavole rotonde, 2 mostre d’arte, un laboratorio di libera creatività per i più piccini. Questi i numeri di un’edizione che ha segnato la netta frattura tra le precedenti edizioni e quella che si è svolta per la prima volta a Latina in una delle piazze più affascinanti d’Italia (non ridete, ma vi garantisco che è così. Il razionalismo di Latina emana un fascino unico). È stato un evento che ha dimostrato come a Latina si può fare cultura e come la città se le viene offerta l’opportunità con un programma e ricco calendario risponde in massa vincendo la sua naturale ritrosia per questo genere di eventi. La centralità del posto ha facilitato di certo l’affluenza e si è dimostrato indovinato il calendario delle presentazioni scandite dalla clessidra di 30 minuti; i libri sono stati presentati a raffica ma non hanno mai annoiato il pubblico, anzi lo hanno coinvolto: lo dimostra che sabato sera l’ultima presentazione è andata avanti in modo confidenziale fino alle 23.30 e il caffè letterario era occupato in ogni ordine di posto sin dalle prime ore del pomeriggio (e del mattino) dato che le persone vi prendevano amabilmente il caffè pur non sostando sul palco nessun autore. Un successo straordinario che ha un grande protagonista: la città stessa, che si è espressa viva e animata, forse per la prima volta in 75 anni di storia, dato l’oggetto dell’evento stesso. Come al solito, però, a questa kermesse non vi hanno preso parte quelle persone che si nutrono di cultura (ma di quella loro, quella che è sacra e che se è differente rispetto alla loro cerchia ristretta allora non assume significato): ma Latina non è questa, ha dimostrato in quei 4 giorni di eventi sparati a ripetizione (nemmeno fosse una Gutling nuova di zecca) che finalmente essa può fare a meno di quei tristi personaggi che si riempiono la bocca gridando a gran voce che a Latina ‘non si fa mai un cazzo’, perché i primi a sperare che la città non cresca sono proprio loro. Latina ha finalmente respinto l’accusa di essere una città indolente, ha dimostrato voglia di crescere, di sentirsi parte integrante di un processo di sviluppo sociale che la proietta un po’ di più nell’Italia che conta e che le scrolla di dosso la posizione di retrovia in cui si sente naturalmente confinata. Allestire una rassegna dedicata al libro sta a significare la volontà da parte di chi ha organizzato di proporre un confronto continuo e serrato e di aprirsi al dibattito, proprio per una crescita socioculturale necessaria allo sviluppo del territorio stesso. Chi non vi ha voluto prendere parte si è autoescluso, la città non ha bisogno di personaggi di questa risma: chi ha snobbato l’evento con la sua assenza ha tradito innanzitutto sé stesso e la città. Latina ha dimostrato così che in piazza si può fare cultura con la C maiuscola.

Gian Luca Campagna


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