Cronaca

Metro a Padova, una morte annunciata

Trecento feriti per quella che hanno già definito la "monorotaia killer"

08/06/2008

“Una morte annunciata”. E’ così che esordisce il sito del comitato cittadino che riunisce quasi trecento feriti padovani a causa della monorotaia definita “killer”, la stessa che si vorrebbe far realizzare anche a Latina. Un uomo di 42 anni, franco Zambon, a cui familiari va tutta la nostra solidarietà, è deceduto la mattina del 6 giugno, cadendo in moto sulla rotaia del tram e andando poi a cozzare violentemente contro la stessa pensilina del tram. Un grave shock emorragico non ha permesso ai medici di salvargli la vita. La pericolosità di tale mezzo di trasporto è ormai una certezza per i padovani. La monorotaia è ritenuta assai pericolosa dalla stessa amministrazione veneta. Dopo il verificarsi di numerosissimi incidenti e dopo il duplice l’interessamento di Striscia la Notizia, l’amministrazione padovana stava tentando da qualche tempo di aggirare il pericolo, istituendo divieti di accesso su quasi tutto il percorso del tram, con l’obiettivo di consentire il passaggio solo ai mezzi pubblici e a pochi veicoli autorizzati. Non è servito. Dopo centinaia di feriti, tre interrogazioni parlamentari, sette denunce alla magistratura, decine di richieste di risarcimento danni al Comune padovano, ecco che è arrivata la prima vittima. Insieme drammatica e, purtroppo, prevedibile. E mentre a Padova i cittadini e i giornalisti si interrogano sulla gravità dell’accaduto, spetterà con tutta probabilità alla Magistratura accertare con precisione la dinamica dell’incidente ed eventuali responsabilità personali. Il comitato Metro Bugia, dal canto suo, è da tempo che si prodiga per far in modo che la questione relativa a questo tram sia presa in seria considerazione dalla politica latinense. Ma, nonostante il grande impegno di tutti i componenti, evidentemente, con scarsi risultati. Infatti, la totale mancanza di informazione da parte dell’ amministrazione, unita all’inspiegabile indecisione dell’opposizione –che, attratta da mali minori, non è riuscita ancora ad esprimere neanche un parere su un’ opera di tali dimensioni- fa si che anche in Consiglio Comunale il dibattito della metro sia tutt’ora assente, e anzi, venga di volta in volta retrocesso nella graduatoria degli ordini del giorno e ultimamente, risulta sparito del tutto. Un’opera che se realizzata, come più volte sottolineato, risulterebbe maldestra, inutile, ed eccezionalmente pericolosa. Il comitato sta affrontando con grande volontà una battaglia di informazione esclusivamente a favore e tutela dei cittadini, combattendo contro la stessa amministrazione che non ne vuole sapere neppure di fornire la documentazione più volte richiesta, che servirebbe invece a chiarire le ulteriori perplessità e quesiti posti da molti abitanti di Latina, e magari ad evitare che le tristi vicende accadute a Padova, non si ripetano anche qui da noi. Il Comitato invita ancora una volta la politica tutta e non si stancherà di continuare nella richiesta, di affrontare urgentemente l’argomento e di effettuare tutte le considerazioni del caso sotto il profilo esclusivo del benessere sociale, economico e fisico dei cittadini. Abbiamo davanti le drammatiche realtà di Padova e dell’Aquila, che sono state le prime ad imbarcarsi in questa avventura sperimentale chiamata tram Translhor. Sbagliare è umano, perseverare no.

Massimo de Simone

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