Cronaca

Il “mal da cellulare” si chiama nomofobia

Ci sono tante situazioni che innescano in noi povere "vittime" dei veri e propri attacchi d'ansia

02/06/2008

La "nomofobia" è la paura di restare senza cellulare. E spiega moltissime azioni che facciamo ormai inconsciamente: correre a casa a recuperare il telefonino dimenticato; guardare continuamente il display per controllare se la batteria è carica o se in zona c'è campo. Tutte situazioni che innescano attacchi d'ansia . «Il termine "nomofobia" è stato coniato per la prima volta da un gruppo di ricercatori britannici in uno studio commissionato dal dipartimento per la telefonia delle Poste ad una società di ricerche. Le conclusioni a cui sono pervenuti gli scienziati sono sorprendenti: il 53% degli utenti di telefonia cellulare del Regno Unito è nomofobo». «Siamo di fronte a nuova forma di dipendenza comportamentale .Non ci sono soltanto le dipendenze tradizionali, quelle legate a sostanze stupefacenti o all'alcol. La tecnologia e il progresso ci hanno messo a disposizione strumenti e dispositivi che stimolano la nostra impulsività, che si può trasformare in compulsività quando i soggetti coinvolti sono particolarmente vulnerabili». «A esser maggiormente colpiti da questa sindrome sono i giovani e gli adolescenti, i più esposti probabilmente alle innovazioni tecnologiche e più inclini, perché vulnerabili e inesperti, a trasformare il proprio cellulare in una specie di droga». «Secondo una recente indagine condotta su 13.360 ragazzi tra i 13 e i 18 anni in Italia, il 37% è affetto da dipendenza da cellulari e tv, il 49% da videogiochi e il 44% da computer». «I più giovani sono afflitti dall'angoscia della solitudine, dalla mancanza di senso e hanno un bisogno costante di relazionarsi agli altri, anche se non in modo reale. Si rifugiano in una dipendenza comportamentale e relazionale, quella che non li fa staccare le mani e gli occhi dal telefonino, per rimanere costantemente aggrappati a relazioni virtuali». «Dall'indagine che ha coinvolto 2.163 utenti, è emerso che gli uomini, con esattezza il 58%, sono i più colpiti dalla nomofobia. Mentre le nomofobe sono il 48%». «Passi per gli adolescenti ,ma una volta adulti, cosa ci spinge a lasciare il telefonino acceso 24 ore su 24? Dall'indagine, uno su dieci ha dichiarato che è il lavoro a rendere necessario la piena e completa reperibilità, mentre la maggior parte degli intervistati, il 55%, ha ammesso di lasciare il cellulare sempre acceso per rimanere in contatto con amici e familiari».

Carlo Screti

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