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Gomorra

Viene da domandarsi se davvero questo povero paese è ridotto così male o se c'è pure un po' d'abilità inventiva

29/05/2008

Vedi Napoli e poi muori. Oggi si direbbe leggi Gomorra e poi muori. Per certi versi è il libro che tutti vorremmo aver scritto. Per altri è esattamente quello che non avremmo mai avuto il coraggio di pubblicare. Roba scottante davvero. Temo che Saviano dovrà rassegnarsi a una vita blindata. Ma ho il forte sospetto che abbia la tempra giusta per sopportare questo ed altro, dato ciò che ha raccontato, vissuto e dunque visto, sopportato. Viene da domandarsi se davvero questo povero paese è ridotto così male o se c'è pure un po' d'abilità inventiva e a volte il dubbio sorge. Il dramma è che scorrendo le pagine prendi coscienza che Gomorra non è un romanzo, ma una sorta di documentario in forma di parole. E allora ci rimani male, la testa gira, lo stomaco brucia. Di sicuro è un libro che tutti, ma proprio tutti, dovrebbero leggere, a cominciare da politici e amministratori. Per riflettere, valutare, comprendere, possedere la realtà. E soprattutto provare vergogna. Perché io, lo confesso, leggendo questo libro mi sono vergognato. D'essere italiano. Perché quando lo finisci, la domanda che tutti ci siamo fatti è questa: "Ma lo Stato, dov'è?". La risposta non la trovi, è questo il brutto. Ieri ho visto Gomorra, il film, al Super. Per me è meglio il libro. E se non lo avete letto, non capirete a fondo certi passaggi del film. Garrone, il regista, ci sa fare. Solo che punta troppo sull'effetto pulp-fiction. Inoltre ci sono delle atmosfere che ricordano troppo quelle di "Mary per sempre". Gli attori sono azzeccatissimi. Ma sono attori? O solo persone che recitano sé stesse? Propendo per la seconda. La sceneggiatura. Non mi ha convinto del tutto. Si poteva fare di più. Ma l'intero film è in dialetto campano coi sottotitoli in italiano e questo crea un effetto di notevole realismo. Il punto comunque è questo: ci sono troppe sparatorie; la malavita è molto altro e si capisce benissimo nel libro; ad alcuni personaggi minori andava dato più spazio, su altri ci si sofferma pure troppo; bisognava sviluppare di più le figure femminili. Le donne non sono affatto marginali nelle sottoculture criminali. Il film è molto duro, andatelo a vedere solo se quel giorno avete i sassi nelo stomaco. Diciamo che manca un po' di poesia che dovrebbe esserci sempre, anche nel raccontare la morte. Ed è per questo non mi è piaciuto. Manca la poesia.

Fernando Bassoli

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