Economia

Aprilia. Patto per lo sviluppo del Nord della provincia. Gianni Cosmi: «L'accordo siglato rappresenta la voglia assoluta di fare»

14/03/2001

A seguito della sottoscrizione del patto per lo sviluppo del Nord della Provincia di Latina, attraverso una continua e permanente consultazione tra i comuni di Aprilia, Cisterna di Latina, Cori, Rocca Massima e Sermoneta, per gli obiettivi indicati nel protocollo, il sindaco Gianni Cosmi chiarisce alcuni aspetti sulla natura dell'intesa.
«L'accordo siglato rappresenta la voglia assoluta di fare, convinti che lo sviluppo di un territorio vada oltre i confini comunali, per la coincidenza di interessi, di obiettivi e di aspirazioni comuni, per la necessità di condividere infrastrutture, servizi e collegamenti viari».
Questo accordo non corre il rischio di contrapporsi all'Amministrazione Provinciale?
«Assolutamente no. È la ferma volontà di incidere affinché le scelte già fatte, e troppo spesso solo annunciate, diventino prima possibile consistenti realtà, convinti come siamo delle reali aspirazioni dei comparti economici del nostro territorio. Il reale sviluppo dipende dalla viabilità, dalle infrastrutture, dalla formazione e dalla qualificazione dei propri prodotti. C'è la ferma volontà di affermare sul mercato alcune produzioni tipiche (Kiwi, fior di latte, olio, vini, fiori, ecc.) che non possono ulteriormente essere camuffate con prodotti similari non della medesima qualità, a vantaggio dello sviluppo dei nostri nuclei produttivi».
Quale università si immagina per Latina?
«Un'Università che sappia fare in primis cultura, che promuova una formazione di qualità, che sia in grado di interagire con le aspettative del mondo del lavoro e delle produzioni tipiche del territorio, attraverso nuove forme di specializzazione e di ricerca».
Tra le varie infrastrutture ad occupare un ruolo importante è senz'altro l'aeroporto: «Immagino per l'aeroporto un utilizzo prettamente commerciale che copra interamente la vasta area territoriale della provincia a servizio dei prodotti freschi locali. Ad esempio prodotti ittici, ortofrutticoli, floreali, latticini, che costituiscono una fetta importante della nostra economia, con ampie possibilità di miglioramento». I militari, conclude, dovrebbero essere collocati altrove.

Vittorio Bertolaccini

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