Economia

Sezze. Cirio, una lettera aperta di Vincenzo Bianchi

14/03/2001

L'onorevole Vincenzo Bianchi (Forza Italia) ha scritto una lettera aperta a Cragnotta, Salvi, Saponaro e Iannarilli. «A seguito di un incontro avuto con le maestranze della Società Cirio di Sezze Scalo, ho appreso, che nel prossimo incontro del 15 Marzo presso il Ministero del Lavoro con rappresentanti di categoria e lavoratori "Cirio", l'azienda ufficializzerà la chiusura dell'opificio di Sezze Scalo, è previsto anche il trasferimento di macchinari ed attrezzature di produzione allo stabilimento di Caivano (Napoli), dove verrà concentrata la produzione eseguita a Sezze».
Bianchi è preoccupato, se queste informazioni risultassero veritiere si verificherebbe un ulteriore aggravamento per il sistema economico occupazionale setino nonchè per l'intera Provincia di Latina.
Bianchi continua sostenendo che la crisi della Cirio era ormai nota da più di un anno ed era stata oggetto di interrogazione parlamentare per sollecitare il Governo ad assumere iniziative atte a salvaguardare i livelli occupazionali e produttivi.
L'onorevole ricorda che l'opificio di Sezze Scalo ha beneficiato di investimenti pubblici per migliorare le condizioni produttive, fu realizzato anche un impianto per il trattamento delle acque reflue.
La sua preoccupazione è rivolta all'evolversi negativo della situazione che investe il principio di tutela del diritto al lavoro delle maestranze locali (80 lavoratori e 300 stagionali) e dell'economia pontina di cui lui si occupa come rappresentante istituzionale locale.
Il suo proposito è quello di salvaguardare un sito produttivo che è noto da più di 20 anni, una chiusura implicherebbe conseguenze negative
che graverebbero ulteriormente su un territorio qual è quello pontino già duramente colpito.
Il suo impegno politico è a disposizione per qualsivoglia necessità a favore di un positivo evolversi della vicenda Cirio.

Vittorio Bertolaccini

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