Eventi & Cultura

Lettera ad un paparazzo

Due precisazioni su esperienze ed amarcord

20/05/2008

Caro Peppe, mi compiaccio che dopo tanto tempo dai fatti da te citati, ti ricordi di me. Voglio però fare delle precisazioni: quando cominciammo insieme, io la mia esperienza giornalistica e tu quella di fotografo, facendo giornalismo d'inchiesta all'interno del campo profughi Rossi Longhi di Latina, non ero ancora un burocrate, ma soltanto un giovane cronista che come te non aveva paura di niente e di nessuno, che come te amava la giustizia, che come te era considerato fascista, ma che invece, al contrario delle etichette razziste e xenofobe che a quei tempi i compagni ci appiccicavano addosso, cercammo di essere paladini dei profughi, contro le angherie della "casta" allora dominante. Ottenemmo un buon successo: le corruzioni vennero svelate e le vessazioni nei confronti degli ospiti del campo, pur se non finirono si attenuarono molto. Una ulteriore precisazione: Cicciolina, ovvero Ilona Staller, ti rammento che ancora non era una porno-diva, ma lavorava come speaker presso la mia radio- Monte Circe a San Felice Circeo. Poi divenni burocrate, col vizio del giornalismo, che dopo questo tuo ricordo, mi onorerò di continuare, per mera passione da cronista. Ciao Peppe, perchè per me sei sempre Peppe e lascio agli altri chiamanti con l'appellativo di Paparazzo.

Giancarlo Battaglia

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