Cronaca

A volte ritornano

Calderoli ministro per la semplificazione

09/05/2008

Il fazzoletto verde che porto nel taschino della giacca, me lo ha regalato lui, quando feci il colloquio per entrare come fotografo del suo ufficio stampa, veloce se lo tolse e me lo infilo dicendo “se hai le palle lo devi portare sempre, allora sì che dimostrerai di essere dei nostri”. Lui che ha dimostrato di averle, la sua maglietta, lo costrinse a girar con una scorta da film hollywodiano. Fu lui che volle candidarmi al Senato alle scorse politiche del 2006, sapeva quanto amavo farmi chiamare Peppino il Senatorio, da non confondermi con il “piccolo” di taglia ma non di incarichi, figlio del ex “curto trombato”, che naviga in porsche. Dalla Libia un altro figlio di papà, minaccia ripercussioni catastrofiche nelle relazioni tra l’Italia e la Libia. A volte ritornano. Durante l’altra campagna elettorale dove vinse Prodi, eravamo: io Peppe il Paparazzo, Calderoli candidati entrambi al Senato, Vittorio Cecchi Gori, capolista alla Camera, e pochi intimi, nel suo Palazzo nel centro storico di Roma. Usciti in Piazza Fontanella Borghese una massa di gente comune, veniva a loro per stringer le mani. I due ragazzi della scorta non facevano avvicinar nessuno, solo io potevo essere al loro fianco armato di Nikon, ricordo che entrambi piccoli ragazzi del sud Italia, da giovani lasciarono il paesino di montagna e subito nei reparti speciali…., il loro spolverino di pelle nera, nascondeva una muta antiproiettile che dal collo alle ginocchia li proteggeva, con la mano destra impugnavano la “mitraglietta” e la sinistra la “beretta 92” pronta a tirare con colpo sempre in canna. A chi si avvicinava senza farsi conoscere, loro gli facevano sentire subito la punta fredda della canna sulla schiena. A pranzo Vittorio ricordava all’odierno Ministro alla Semplificazione le serate con Valeria al Gilda, facendo sfogliare l’album fotografico. E ricordava che alcune di quelle foto hanno rischiato di non esserci. Io , allora, invitato da Vittorio a raccontare quello che successe una di quelle serate al Gilda. “La mia Nikon scattava, tutti i vip abbracciati a Vittorio e Valeria, ad un certo momento arriva il PR di Bornigia con un gruppo di giovani. Al centro un mulattino con le stampelle circondato da quattro elegantissime e bellissime ragazze e quattro guardie del corpo, li fanno accomodare al centro del salottino dei vip. Tutti li ammirano, ma nessuno sa chi fossero. Io, allievo del Maestro Rino Barillari, mi avvicino, sorrido e mostro la mia Nikon, Lui, il Personaggio mi risponde con un sorriso mostrando una dentatura perfettamente bianca brillante. Avevo avuto il consenso non verbale di fotografarlo. Subito, il mio flash illumina la scena, dopo il quarto scatto mi ritrovo a terra con due sue guardie del corpo su di me e la mia Nikon nelle mani degli altri due. Parlavano solo inglese e non mi facevano muovere e respirare. La Nikon nel frattempo spariva. Subito Bornigia, accompagnato da Valeria e Vittorio, arrivano in mio soccorso. Alzatomi, dopo un bel respiro profondo cerco di riavere la mia macchinetta fotografica. Ma solo dopo un’ora grazie all’intervento del titolare dell’agenzia italiana di security che aveva la responsabilità del personaggio sono riuscito a riaverla con i rullini, ma a garanzia avevo dovuto consegnare loro la mia carta di identità, e avevo dato la parola che le foto scattate al personaggio non sarebbero mai state pubblicate o fatte girare nelle agenzie stampa. Io credevo che fossero un gruppo rock inglese o americano, quindi per la loro immagine non volevano essere “paparazzati”. Chiedo a Bornigia se sapesse chi fossero, ma lui non ricordava di averli mai visti, diceva che non erano mai venuti al Gilda, quella sera era la prima volta. Io testardo vado dai Bodyguard stranieri, e con il mio inglese maccheronico cerco di sapere, ma nulla, loro muti come pesci. Solo a fine serata, confidenzialmente il titolare della Security italiano, al bancone del bar si apriva, grazie ai gyntonic ed alle pina colada, mi sussurrò: tu non sai quanto ai rischiato stasera, devi ringraziare Bornigia che ha garantito, e Valeria Marini e Vittorio Cecchi Gori, che ci tenevano alle loro foto che tu avevi scattato a loro ed ai loro amici vip. Quel personaggio che hai paparazzato, non doveva stare qui, al Gilda, nessuno deve sapere che sta in Italia, causa un incidente diplomatico tra l’Italia ed i Paesi Arabi. Lui è qui stasera per svagarsi, è stato operato al ginocchio a Bologna, ora sta facendo la riabilitazione. Dimmi solo chi è, io insistevo, ma lui non te lo posso dire, non lo conosce nessuno e nessuno lo deve sapere, anzi tu non pubblicare mai quelle foto, loro ora sanno chi sei, dove risiedi, gli hai dovuto consegnare la tua carta di identità, che non ti verrà mai restituita, ma dovrai farne richiesta di una nuova dopo regolare denuncia di smarrimento in luogo e data imprecisata tra un mese, pena la tua incolumità. Io d’accordo con Marcello il mio amico barman, gli offrivo ulteriori pina colata, ribadivo che mai e poi mai mi sarei messo a rischio e affermavo che le foto sarebbero rimaste a muffire nel mio archivio personale e che non le avrei mai passate ai direttori di riviste di gossip. Lui, qui rischio anche io, solo io in Italia so chi è. Alle tre di mattina grazie a Marcello “il barman più bello” vero amico che versava a fiumi pina colata e gyntonic, il capo dei detective mi sussura all’orecchio, caro Peppe, tu sei un paparazzo bravo, intelligente e corretto, qui te lo dico, e qui lo nego, ricorda io non ho mai parlato con te, lui è il figlio, uno dei tanti, ma il prediletto del Leader Libico Gheddafi, è qui in Italia in incognito, nessuno al mondo sa e deve saperlo che è stato operato a Bologna e la mattina fa terapia a Roma e la sera va in giro per i locali alla moda. A volte ritornano.

Giuseppe Punzi

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