Politica

Rifiuti, coperta corta

A Campania era quasi diventato un affare. Anzi, senza il quasi, Qui non troviamo sistemicità

08/05/2008

È corta, la coperta è corta e l’affare rifiuti che ha portato fiumi di denaro in Campania qui non trova ancora sistematicità . I rifiuti, per un verso o per l’altro appassionano, ma soprattutto interessano chi vorrebbe in Provincia di Latina – magari proprio lì dove insiste la discarica di Borgo Montello/Bainsizza – un bruciatore di “mondezza” perché quando finisce un business di solito se ne crea un altro. Eppure l’emergenza rifiuti esiste anche in terra pontina da tanto, troppo tempo, da quando la Provincia di Latina e l’Arpa individuarono grave inquinamento presso una delle più grandi discariche del nostro paese, senza menzionare poi lo studio del 1996 commissionato dal Comune di Latina sulla discarica di Borgo Montello/Bainsizza che evidenziava la presenza nell’area di massa metallica per circa 2500 mq, a una profondità di circa 10 metri. Una emergenza ammansita o strillata a secondo del momento, nella quale si infilano e si sfilano le istituzioni che a più riprese di incontrano e scontrano per decidere se i nostri rifiuti devono essere bruciati in provincia o presso altri termocombustori ad essa vicini. Così la Regione Lazio prepara un piano che prevede per la nostra Provincia di differenziare il 50% dei rifiuti, bruciarne il 20% presso i termocombustori di Colleferro (RM) e San Vittore (FR) e di utilizzare il resto per produzione di compost e, previa lavorazione, riempimento di cave dismesse. Le istituzioni locali vogliono il camino fumante. La Regione Lazio lascerà la nostra Provincia in mano a se stessa, come d’altronde fa in tanti altri casi lasciando a noi pontini le briciole del proprio bilancio ? Il bruciatore va costruito se necessario e su ciò non c’è pregiudizio, ma esso significa non sfruttare la possibilità di creare nuovi posti di lavoro con la differenziazione, significa differenziare poco, affrontare nuove questioni sanitarie, vedere file di camion pieni andare verso di esso. Ma quali i numeri del rifiuto ? Qui si producono circa 300mila tonnellate di rifiuto all’anno di cui circa il 20% viene differenziato con eccellenze di differenziazione fino ed oltre il 60% in piccole realtà come Semoneta e Sonnino. Un bruciatore per rifiuti, per non essere pericoloso, deve lavorare sempre a determinate temperature ed ha dunque bisogno di una grande mole di “combustibile” tanto è che quelli di Colleferro e San Vittore sono costretti ad importarne da fuori regione Lazio. Quali le esigenze, oltre quella di gestire il “problema rifiuti”, del nostro territorio ? Lì dove insiste la più grande discarica della Provincia, a Borgo Montello/Bainsizza, vi sono risorse forse poco conosciute. Pochi hanno visitato il tempio della Mater Matuta presso la città pre-romana di Satricum che dista circa 2 km dalla discarica, poco conosciuto da noi, ma sito di importanza europea e i cui importanti reperti archeologici si trovano presso il museo di villa Giulia a Roma, molti sanno che la casa del martirio di S.M.Goretti è assai frequentato da fedeli che giungono da tutta italia, forse non tutti sanno che da quelle terre si producono tra i migliori vini al mondo. E cosa manca al territorio pontino per chiudere il ciclo dei rifiuti ? Non ci sono piattaforme per la selezione del rifiuto, impianto di produzione di CDR (combustibile da rifiuti), impianti di compostaggio. Cose previste dal piano regionale. Ci possiamo serenamente chiedere se è giunta l’ora di “sfruttare” ciò che di buono c’è .. e buono è dire poco. Ci si potrebbe chiedere se i termovalorizzatori di Verona o Vienna producono danno o vantaggio ai cittadini e molti potrebbero rispondere che si tratta di vantaggio. Beh, dopo aver affermato che il problema va comunque affrontato e nel più breve tempo possibile, la domanda che poniamo è un’altra, in Provincia di Latina serve un termovalorizzatore e, se realizzato, il vantaggio sarebbe per i cittadini ?

Fabrizio Vitali

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