Economia

Il pasticciaccio brutto dei vampirelli fiscali

La caccia al reddito del vicino è stato lo sport più praticato nel weekend

05/05/2008

Massimo Romano. Un nome come un altro? Beh in questo periodo forse è il nome più gettonato dopo quello dell'ormai ex vice ministro dell'Economia e delle Finanze, Vincenzo Visco. I summenzionati sono nell'occhio del ciclone intrappolati da un paio di giorni dai quotidiani di tutta Italia, dai TG, dalle associazioni di cittadini e da ultimo dal Garante della privacy. Il vice ministro Visco martedì ha dato il via libera al direttore dell'Agenzia delle entrate Romano per la pubblicazione sul sito internet dell'Agenzia delle entrate degli elenchi dei contribuenti italiani con i redditi imponibili dichiarati e imposta dovuta relativi al 2005, ultimo anno d'imposta on line in anagrafe tributaria. Apriti cielo! Il putiferio! “Caccia al reddito del vicino” hanno scritto i giornali. Beppe Grillo che ironizza (in modo macabro!) poiché ora i rapimenti saranno fatti senza preventive indagini ben sapendo, i rapitori, già in anticipo chi sequestrare col maggior reddito a disposizione... Battute a parte ci troviamo a che vedere con una violazione della sfera personale del cittadino oppure nel diritto di ognuno di poter utilizzare uno strumento informativo liberamente? Cerchiamo di vedere la faccenda con la massima obbiettività. Cosa avrebbe combinato Massimo Romano firmando il provvedimento che dispone la pubblicazione in internet degli elenchi? Il provvedimento non ha fatto altro che dare accesso attraverso il sito dell'Agenzia delle entrate ad elenchi già disponibili perché depositati per 1 anno presso i Comuni e le sedi locali della stessa Agenzia ai sensi dell'art. 69 del DPR n. 600 del 1973 e dell'art.66-bis del DPR n.633 del 1972. Secondo Romano – citando due decisioni dell'Autorità Garante della protezione dei dati personali del 2001 e del 2003 – la pubblicazione deriva da una “precisa scelta normativa di consultabilità da parte di chiunque di determinate fonti” senza con ciò ledere, con la pubblicità dei dati fiscali, la protezione dei dati personali poiché “diffusi” per finalità “di interesse pubblico e della collettività”. Il sito dell'Agenzia si è trasformato in pochissime ore in una pagina web irraggiungibile poiché presa d'assalto dalla curiosità montante degli italiani. Per la pressione delle associazioni di consumatori è poi intervenuta nella giornata del 30 aprile – quando già gli elenchi erano stati rimossi dal sito per l'eccessivo afflusso di contatti – l'Autorità Garante che, riunitasi d'urgenza nel pomeriggio, ha richiesto all'Agenzia ulteriori approfondimenti e contestualmente ha chiesto la sospensione degli elenchi su internet. È finita qui? Sembrerebbe di no! Infatti anche se rimossi gli elenchi sono ora in mano a molti cittadini che li stanno diffondendo in internet comunque grazie al collegamento peer-to-peer e la condivisione dei files attraverso strumenti come eMule, software che permette lo scambio di files tra utenti della rete internet. Dietro a tutto questo caos cosa si nasconde? Una vendetta postuma di Visco? Un'occasione per denunciare chi vive e compare come tale al di sopra delle proprie possibilità alle autorità del Fisco? Una semplice operazione di trasparenza e diffusione col mezzo di pubblicazione più immediato quale è internet? A parere di chi scrive la verità sta nel mezzo. La norma che regola il deposito degli elenchi presso uffici comunali e finanziari è del 1973 e allora certo non poteva prevedersi la diffusione per trasparenza attraverso un mezzo che non fosse quello cartaceo. D'altra parte però bisogna considerare che tutte le informazioni in possesso dell'amministrazione finanziaria che devono o possono essere rese note ai contribuenti per disposizioni di legge negli ultimi anni l'autorità finanziaria le sta diffondendo col mezzo di internet sempre con maggiore frequenza. Altro però è dire quale sia il limite della pubblicizzazione di informazioni che comunque si richiedevano presso uffici comunali o dell'Agenzia per determinati scopi e previa registrazione dell'utente interessato al possesso di quei dati fiscali. Staremo a vedere.

Mario Leone

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