Politica

Il golpe fallito

Ecco la mappa della resa dei conti nel centrodestra. Senza dire nulla sulla sinistra: non c'era e non c'è

30/04/2008

Da rivoluzione mondiale si è ridotta a questione di famiglia. L’obiettivo di questa tornata elettorale era distruggere l’asse Fazzone-Cusani e Alleanza nazionale di Zaccheo. Hanno agito muovendo in sede locale, con la corsa di Cirilli contro Zaccheo alle comunali, in sede nazionali candidando lo stesso Ciarrapico. Una manovra a tenaglia nella prospettiva che Fazzone e Cusani si fermassero ad aspettare il nemico in trincea. La battaglia di Formia serviva ad indebolire Forte come leader dei centristi e a fare sconquassi in Provincia, una azione antiCusani. Operazione fallita, Fazzone è in predicato di diventare sottosegretario, Cusani si è rafforzato per la battaglia prossima, il rinnovo della Provincia. Il tutto con la scelta non conflittuale di confermare Zappalà alle europee. Golpe fallito, dopo aver contato i morti bisogna stabilire come comportarsi con i prigionieri. Ora gli sconfitti cercheranno riabilitazioni, vale un vecchio adagio: chi ha tradito, tradirà di nuovo. Non mi dilungo sulla sinistra pontina, non c’era e non c’è. Bartolomeo è l’ultimo leader credibile di questa parte ma non si può vincere due volte a dispetto di un orientamento politico per l’altra parte del 70%. La sinistra pontina rischia di diventare interessante solo per gli amanti delle collezioni, quelli che non si fanno mancare neppure il francobollo della repubblica di Valle di Sotto.

Lidano Grassucci

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