Cronaca

Assassina perfetta... del giornalismo

Tutti a sbattere il mostro in prima pagina. Perché il duubbio non fa vendere copie

25/04/2008

Accusare chiunque di aver ucciso è considerarlo disumano, fuori dall’umanità. È accusa grave privare un tuo simile della vita. Una cosa diversa è nascondere un cadavere, utilizzare un cadavere. I medici nei secoli bui in cui i preti dominavano anche la sfera civile e la scienza era del demonio, la superstizione era divina, “rubavano” i cadaveri per capire come funzionava l’uomo in questa terra. Insomma la signora di Doganella avrà fatto una cosa non nobile, ignobile, ha commesso un reato ma non è “disumana” fuori dall’umanità. Ho fatto l’esempio della medicina perché senza quell’uso dei cadaveri non avremmo compreso la vita. Pare che Leonardo da Vinci ne avesse squartati più di 30 di cadaveri per “vedere dentro”. Certo non è cosa nobile, ripeto, ma non è disumana. Leonardo utilizzava i cadaveri, anche la signora, se provato, avrà fatto una cosa simile. Ma non è una Circe, non è una Mantide al massimo è una “Leonarda”. Racconto questa storia solo per sottolineare come i luoghi comuni possono uccidere: lei è avvenente, vive sopra le righe, e la vicenda ha aspetti legati al sesso. Tutte cose che la “condannano” ad essere Circe, ad essere Mantide. Nessun collega si è chiesto: ma cosa sto raccontando. Nessuno ha raccontato il dubbio, tutti hanno messo in prima pagina il mostro. Era perfetta per vendere più copie se era assassina, era perfetta anche per il giornale nazionale, solo che nessuno si è preoccupato della ragione stessa di questo lavoro: dubitare.

Lidano Grassucci

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