Politica

Michele Meta e il voto burino

Ecco perché questo centrosinistra piccolo piccolo ha la sconfitta nel sangue

23/04/2008

Roma città al Senato ha totalizzato 100mila voti in più per il partito democratico rispetto al Pdl, prosciugati però dai voti del centrodestra delle altre province burine del Lazio», è la dichiarazione rilasciata da Michele Meta, ex segretario regionale dei Ds, a Repubblica. Vorrei ringraziare pubblicamente il comunista Meta per aver ribadito che noi, i burini intendo, con Roma, con i ministeri, la sua pancia grassa, il suo parassitismo non abbiamo nulla da spartire. Lo ringraziamo perché con questa dichiarazione ha spiegato perché il centrosinistra (nella versione borghese piccola piccola di Veltroni) è destinato a perdere. L’idea, comunista, di essere eticamente superiori, che chi la pensa diversamente “non ha capito”, è la ragione per cui questa sinistra “michetta” non puo’ guidare il paese. Sono burino, figlio di burini, orgoglioso di esserlo. Non conosco i natali di Meta ma dopo questa dichiarazione sono felice della vittoria di Berlusconi, che pure ha tradito tutti i liberali non dando seguito a quella grande rivoluzione di libertà di cui questo paese ha bisogno. Noi socialisti nel ’48 ci alleammo con i comunisti, col senno del poi e viste le condizioni dei paesi dell’Est spesso ci siamo detti: “Fortuna che abbiamo perso”. Dopo le dichiarazioni di Meta faccio lo stesso commento, i voti si contano e non si pesano. Noi saremo burini ma Michele Metà è razzista e maleducato, insomma non comprerei un’auto usata da lui. Meglio il mio furgoncino con cui porto il latte.

Lidano Grassucci

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