Politica

Ci sono i voti, servono i capi

La Amici è un deputato improponibile. Per non parlare di Ciarrapico e Conte...

22/04/2008

Nello scrivere l’articolo di ieri sulla vicenda del consigliere Giovanni Di Giorgi mi è sfuggito più volte l’errore di confondere il Pd (sta per Partito democratico) con il Pdl (sta per Popolo della libertà). Ero uno rigoroso con le sigle e con i partiti, potevo descrivervi anche le differenze tra un congresso e un altro del Psdi (i socialdemocra- tici). Sapevo tutte le questioni del Pdium (il partito democratico di unità monarchica). Ora non mi entrano nella testa questi due soggetti politici, mi sforzo ma non ci riesco. Ad esempio nel Pd, quello di Veltroni per intenderci, a Latina chi comanda? Chi sono i dirigenti, con chi dobbiamo prendercela per capire questa sconfitta in provincia? È colpa di Di Resta,della Amici o di Moscardelli? Chi sono gli avversari di questi? Quando il Psi di De Martino scese sotto il 10% dei consensi, gli autonomisti di Nenni misero in campo Craxi. Ora se Amici, Moscardelli, Di Resta sono i responsabili di questo andamento elettorale chi li sostituisce, chi li contesta? Possibile che in questo partito non ci sia uno in grado di dissentire, ma sarebbe il massimo, ma semplicemente di dire qualche cosa. De Marchis, Anzalone e Visari che sono zombie? Avranno qualche cosa da dire visto che non hanno contato nulla nelle candidature e chi ha contato ha palesemente sbagliato. Sono uomini o quaquaraqua? Hanno midollo. Hanno dignità. Hanno organizzato una contestazione verso l’Amici la più inutile parlamentare del mondo ma confermata loro malgrado, nominata deputato a loro sfregio, sui loro voti? Dall’altra parte nel Pdl possibile che nessuno si senta offeso di avere ora Conte e Ciarrapico in Parlamento, che, liberi da problemi elettorali, aprano un fronte di confronto, scontro con i romani. Possibile che nessuno si senta in dovere di chiedere un chiarimento, la resa dei conti? Possibile che nessuno sollevi il problema del parassitismo politico di questa gente che ha preso un posto in Parlamento per il lavoro di altri: Fazzone, Cusani e Zaccheo? La vittoria nasconde tutto con la sua luce, ma dopo la festa torna la politica. Ciarrapico e Conte sono un cancro con le metastasi del Popolo delle Libertà. Un partito che ha il compito, perché questo si è dato, di cambiare il paese non può non marginalizzare il parassitismo della politica. Cusani si è fatto paladino dell’autonomismo pontino, sia conseguente. Questa provincia si trova nelle stesse condizioni economiche e sociali del Nordest, esprime nel centrodestra lo stesso malcontento e consenso politico, manca il suo Bossi, manca il suo Lombardo. Anche qui paghiamo molte più tasse di quante risorse statali riceviamo, anche qui siamo stufi di essere munti dai romani. Anche qui non abbiamo bisogno dei viceré nominati da Roma, la Capitale è ladrona tanto quanto Bergamo. Se non alziamo il tiro, se questo spazio politico non viene coperto saranno altri i protagonisti del domani di questa provincia. Oggi è il momento di trovare i leader per i prossimi 20 anni, servono uomini con la schiena dritta. Bossi non ha paura di dire la sua a Berlusconi, a Fini. Il capo è il più grande, ma non può avere sempre ragione e noi segnaliamo due errori del capo: Ciarrapico e Conte. Chi non lo fa, non serve il Popolo delle Libertà, non serve se stesso né rende un buon servigio a Berlusconi.

Lidano Grassucci

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