Sport

L'Ottomana di Gian Luca Campagna

La Stracittadina? Un derby di Promozione

19/04/2008

Apro i quotidiani locali e leggo una notizia sensazionale. Stracittadina. Proprio così. Sostantivo che indica un derby sportivo (di calcio fondamentalmente. Siamo italiani, che diamine). A Latina? Però! Amo lo sport, quindi sbircio, mosso dalla curiosità. E leggo che l’incontro in questione è la stracittadina calcistica Samagor-Virtus Latina, valevole per il campionato di Promozione. Non riesco a credere ai miei occhi: titoloni sui quotidiani e amplificazione massima di questo derby sulle pagine dei giornali con fotoservizi anche a distanza dopo il fantastico incontro disputato la sacrosanta domenica. Se lo sport fa la sua parte (la Samagor disputa un campionato dignitosissimo per le sue capacità societarie e sociali; la Virtus merita applausi per gli sforzi che sta producendo per tentare di rinverdire il ricordo del calcio nerazzurro) i media non fanno altrettanto. Va bene dare la notizia ma enfatizzare questo incontro come la stracittadina appare abbastanza ridicolo. E lo sarebbe anche se la stagione prossima Fc Latina e Virtus Latina si incontrassero in un match di campionato in Eccellenza. Lo sarebbe perché alle cose vanno date le giuste misure e dimensioni. Cresciuto a figurine Panini mentre guardavo 90° di Paolo Valenti e orecchiavo ‘Tutto il calcio minuto per minuto’ offerto da Stock 84 la Stracittadina (con la S maiuscola) non era altri che Roma-Lazio, Genoa-Sampdoria, Milan-Inter, Torino-Juventus. Poi è divenuta anche Verona-Chievo. Ma siamo, come avete potuto scorgere, su altri ambiti. E come è giusto che sia. Domani magari sarà anche Atalanta-Albinoleffe. Ma viaggiamo su treni di serie A. Altrimenti, se adottiamo lo stesso metro di misura potremo anche affermare che SS Pietro e Paolo-Agora Santa Rita è uno di quegli incontri che richiama le ribalte essendo a pieno titolo una stracittadina con tutti i crismi. La verità è che soffriamo complessi di forte inferiorità nei confronti dell’avversario cugino: il Ciociaro (con la maiuscola) ci ha surclassato. È un dato incontrovertibile. Analizziamo il dato. Addentriamo nella ferita di amanti del calcio (e dei suoi aspetti più coloriti, quindi anche gli sfottò) il machete: il Frosinone (48mila abitanti) è in serie B da due stagioni, a settembre si accingerà a disputare il terzo campionato con un organico ambizioso (non oso pensare al resto…). Ha conquistato la cadetteria proprio nel momento peggiore della storia nerazzurra: retrocessione dalla C2 e cancellazione. Ma lo stillicidio non è finito qui. Sembra quasi la punizione riservata a Prometeo da parte degli dèi per aver fornito gli uomini del fuoco divino. Ti si rode il fegato a vedere certi risultati. Sembra quasi che il tifoso nerazzurro non è altri che imprigionato su un monte con un’aquila che gli piomba per dilaniargli il fegato, costretto come moderna punizione ad assistere in tv ai successi dei cugini ciociari. Ma siccome le disgrazie non vengono mai da sole ecco che il soddisfacimento ciociaro si arricchisce di nuovi successi: dopo il Cassino (42mila abitanti) in C2 -che ha avuto miglior sorte sull’Aprilia con un rocambolesco finale di campionato-, è il turno dell’Isola Liri (12mila anime). E se volgiamo lo sguardo al basket, è da applaudire la permanenza del Veroli (20mila cristiani) nel primo campionato di serie A2 di basket, con tante boccacce all’amata Ab Latina. E noi? Noi siamo una realtà cittadina di 120mila abitanti. In attesa di crescere.

Gian Luca Campagna


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