Politica

Mi dimetto dalla politica

Oggi che non ha più un senso cercare un senso...

17/04/2008

Avevo un collega che era un mito, quando iniziavo a scrivere di politica lui conosceva anche le sfumature delle correnti democristiane, contava i peli ai socialdemocratici, leggeva le intenzioni dei liberali. Personalmente non capivo, andavo per grandi linee, cercavo di capire come facevano i giapponesi qualche decennio fa con le auto europee. Ora è passato il tempo e vi ho raccontato questa campagna elettorale come sapevo, con le mie categorie, un po’ moralistiche. Sono inorridito per le candidature, mi sono vergognato di partiti che candidavano gente che ha conosciuto la galera, il senatore Giuseppe Ciarrapico, o che sono inutili per la mia gente, ogni riferimento all’ex forza italico e attuale popolare per la libertà Gianfranco Conte e alla ex comunista oggi democratica Sesa Amici, è voluto. Ma loro sono parlamentari, i loro partiti sono stati premiati e viva Dio. Ecco non ho più le categorie per leggere questa politica. Silvio Berlusconi è l’unico in Italia che sa leggere la pancia del paese, Bossi la sa interpretare. Il resto è fumo, è illusione è chiacchiera. Detto questo credo che il mio armamentario di geografia politica sia ormai datato, sapere tutte le correnti Dc o gli umori socialisti, dopo il ’93 era cosa soltanto inutile. Per me leggere la politica con le categorie ottocentesche di galantomismo, di ideali, di battaglie tra laici e chierici, mi serve ora allo stesso modo. Mi consolo con l’elezione di Claudio Fazzone, l’unico parlamentare pontino che conosce il problema del consenso, l’idea della politica come rappresentanza di bisogni. Gli altri sono servi dei potentati romani, uomini di una corte che non mi appartiene. Ne prendo atto e mi scuserete se da domani mi dedicherò al calcio, ai cavalli, alla bella vita al bar. Tanto che la meni tanto a cosa serve? Esiste una Italia profonda di furbastri, di bari, di cinici. A me piaceva l’Italia di Cavour, mi ritrovo in un altro mondo. Boselli e Bertinotti si sono dimessi, hanno fatto bene. Ma con che faccia entra in parlamento Sesa Amici da Sezze dove il Popolo delle Libertà ha il 50% dei consensi, un cittadino su due sta con Berlusconi, come in Veneto, come in Lombardia? Come posso raccontare la politica se chi sta a sinistra e conosce la storia della mia gente non prova vergogna. Come posso raccontare la politica in cui un giornale che si è vergognato fino a ieri di dire che il proprio editore era candidato titola a tutta pagina: effetto Ciarrapico? La vittoria ha sempre tanti padri, la vittoria è sempre bramata come si fa con una puttana, è la sconfitta che nessuno vuole. Riusciremo a non essere più il paese cialtrone di questa gente? Ammiro Bossi è uno che non ha paura, è uno che sta con la gente. È uno che odia il politicamente corretto, è vivo e quando parla dice qualche cosa. Uno che non candida gente inutile, gente che è stata in galera non per difendere una idea ma per bancarotta.

Lidano Grassucci

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